Ultimo atto in Senato prima delle vacanze per i parlamentari: ieri palazzo Madama ha dato il via libera definitivo al decreto sui fallimenti, che converte in legge un provvedimento poco chiacchierato ma certamente importante viste le novità riservate per aziende e operatori di giustizia tributaria.

L’aula del Senato, anche se ormai in versione balneare vista l’imminente pausa estiva che attende i componenti dei vari gruppi, ha licenziato il testo con 159 voti a favore e 104 contrari, conferendo però al governo l’ennesimo voto di fiducia. Secondo gli analisti, si tratta della questione di fiducia numero 44 posta dall’esecutivo in carica.

Cosa prevede il nuovo decreto?


Dopo il via libera della Camera, dunque, anche questo provvedimento ha ricevuto l’ok definitivo, che esenta i senatori da un rientro anticipato per le ferie, visto che il testo sarebbe decaduto il prossimo 26 agosto.

Nel decreto 83/2015 viene sancito un corpus di norme da rendere più agevole l’accesso al credito da parte delle imprese in stato di difficoltà, affinché possano così ottenere un aiuto concreto sulla via del riassesto finanziario.

Viene stabilita in proposito, una via più comoda per la conclusione del concordato preventivo, strumento già molto utilizzato negli ultimi anni per chiudere le pratiche più spinose da parte delle imprese in crisi.

In particolare, si stabilisce una percentuale di soddisfazione minima, il 20 per cento, dei creditori chirografari nei piani di concordato preventivo liquidatori, oltre alla cancellazione del silenzio assenso nel calcolo delle maggioranze utili a fare passare i piani di concordato.

Giustizia. Nuove direttive per il personale amministrativo, con conferma del distacco per i dipendenti attivi negli enti locali al fine di favorire il buon funzionamento degli uffici giudiziari. Anche sul fronte immigrazione, viene stabilito un percorso molto più agevole per i magistrati al fine di rendere più sbrigativa la conclusione di procedimenti in materia. Viene sancito il blocco della soppressione delle sezioni distaccate dei Tar con la riduzione delle ferie che viene allargata anche ai magistrati amministrativi entro 30 giorni massimi.

Per i pensionamenti, agli over 72 sarà obbligatorio il ritiro, ma chi deve ancora compiere i 72 anni potrà contare su un altro anno, il 2016, di servizio.

VAI AL TESTO


CONDIVIDI
Articolo precedenteAnche per l’accertamento con adesione si applica la sospensione feriale dei termini
Articolo successivoPolitica da riformare. L’inosservanza delle regole apre le porte all’autoritarismo

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here