Il governo è salvo, la riforma Rai è stata approvata. Dopo lo spavento di ieri, insomma, non ci sono state altre brutte sorprese per Renzi e il ministro Padoan, che puntavano sul ddl non solo le speranze di riassetto del sistema radio-tv pubblico, ma anche le chance di sopravvivenza dell’esecutivo.

Non si era messa bene per il governo infatti, nelle ultime ore, ma adesso, dunque, in virtù dell’approvazione di questa mattina in Senato, il disegno di legge sulla Rai ha passato la prima lettura in maniera definitiva con 142 voti a favore, 92 contrari e nessun astenuto.

A mettere il governo sulla graticola, ieri, l’articolo 4 relativo al canone e ai principi di finanziamento pubblico della Rai, con l’ok a diversi emendamenti soppressivi della norma, contrari dunque alla linea della maggioranza. Solo tre voti si erano dimostrati decisivi per portare l’esecutivo vicinissimo al baratro.


Come si ricorderà, infatti, nei giorni scorsi diversi erano stati gli agguati che Renzi e i suoi si erano trovati a schivare in Parlamento, a cominciare dal decreto enti locali, passato anch’esso dopo che, per ben quattro volte, a palazzo Madama era sospettosamente mancato il numero legale.

C’era poi stato il voto sulla richiesta id arresto relativa al senatore Ncd Azzollini, salvato contro ogni pronostico dopo che la Giunta per le Immunità si era proclamata favorevole all’istanza dei pm.

A maggior ragione, dopo un atto così eclatante compiuto grazie all’appoggio dei senatori Pd, aveva destato scalpore il ko di ieri sulla riforma Rai, quasi che la ritrovata sintonia all’interno della maggioranza avesse messo in serio pericolo il governo, e specialmente l’asse Partito democratico – Nuovo centrodestra, su cui si è basata fino a oggi l’intera azione del governo.

Certo, qualche rimescolamento +è in atto, basti pensare alla fuoriuscita di Denis Verdini – uno dei fedelissimi di Berlusocni – da Forza Italia, per dare vita a un raggruppamento votato a supportare il governo nell’approvazione della riforma del Senato, vero banco di prova nei prossimi mesi per l’esecutivo.

Nel frattempo, dunque, lo scoglio Rai sembra superato, anche se ancora servirà la ratifica della Camera.

Con la nuova legge, il Cda di viale Mazzini viene ridotto di due membri: ora, i componenti del Cda saranno sette, due dei quali letti dal Senato, due dalla Camera, due nominati dal Consiglio dei ministri e uno dall’assemblea dei dipendenti.


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1 COOMENTO

  1. sono in pensione da 11 anni con meno di 800 euro al mese vorrei sapere se mi spetta il bonus di agosto ,o forse col fattore C che mi ritrovo ( sono anche malato) per lo stato sono troppo ricco ho anche mia moglie a carico perché lei non ha pensione dicono che quella delle casalinghe non gli spetta perché io prendo troppo .Grazie se mi darete una risposta

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