Addio al Corpo Forestale, il Pra passa al Ministero e Agenzie fiscali sotto stretto controllo del governo. Sono solo alcune delle novità approvate ieri in Parlamento nel corso dell’esame della riforma della pubblica amministrazione.

Il disegno di legge delega della PA è giunto all’appuntamento con l’aula di Montecitorio in un clima di preludio alla chiusura per le ferie estive, ormai imminente anche nei palazzi del Parlamento.

Prima di interrompere le attività di votazione, analisi e modifica delle proposte di legge, però, tra gli impegni da mantenere c’è quello di dare il via libera a diversi provvedimenti ormai vicini al traguardo, tra cui l’attesissima riforma della pubblica amministrazione, già uscito dal Senato ma in procinto di ottenere importanti modifiche che renderanno obbligatorio un altro passaggio a palazzo Madama.


In questo caso, complice la presenza di un disegno di legge delega che non ha tempi di scadenza al pari di un decreto d’urgenza, né allo stato attuale, la presenza di particolari unti critici da mettere a rischio l’approvazione del testo, si sta procedendo secondo l’iter ordinario di votazione dei tanti articoli presenti nel testo uscito dalla commissione.

Tra quelli esaminati in aula, che hanno già ricevuto l’ok da parte dei deputati, l’articolo 7 che reca importanti novità in strutture amministrative dello Stato, alcune delle quali lavorano a stretto contatto con i numerosi professionisti pubblici e privati che si trovano a gestire pratiche, autorizzazioni e cartelle per conto dei cittadini, direttamente con gli istituti centrali.

Le novità della riforma della PA

Addio alla Forestale. Lo aveva annunciato mesi fa il premier Renzi: troppi cinque corpi di Polizia, servono integrazioni. E così, la riorganizzazione delle forse di controllo e vigilanza sul territorio prenderà il via proprio alla riforma della Pubblica amministrazione, che dispone lo smembramento del Corpo Forestale dello Stato. Secondo le novità approvate, la parte dei Forestali che si occupa di antincendio finirà sotto l’egida dei Vigili del fuoco, mentre gli altri comparti dovrebbero essere assoggettati ai carabinieri. Numerose le proteste, tra cui anche il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, il quale ha sottolineato che l’istituzione del silenzio assenso in tematica ambientale può essere molto pericoloso. Tale meccanismo, infatti, sempre a norma del nuovo art.7 nel ddl PA, è stato istituito per le procedure riguardanti la tutela dei beni ambientali.

Authority. Basta con le autorità di vigilanza che svolgono compiti già assolti da uffici ministeriali. L’articolo approvato prevede la possibilità di soppressione degli istituti superflui, oltre ai nuovi criteri per gli stipendi dei dipendenti all’interno delle stesse Authority.

Trasporti. Le funzioni svolte dal Pubblico registro automobilistico saranno trasferite presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, così come già avviene per la Motorizzazione civile. Viene inoltre stabilito un riordino delle Capitanerie di porto.

Prefetture. Riduzione drastica del numero delle Prefetture: è questo uno dei punti cardine del capitolo sulla riorganizzazione del’amministrazione dello Stato sul territorio. Degli uffici tagliati, le funzioni residue saranno accorpate all’Ufficio territoriale dello Stato, che fungerà da raccordo tra PA e cittadini.

Camere di commercio. All’articolo 8 del disegno di legge, è stato approvata una ulteriore delega contenuta nel disegno di legge, che riguarderà le Camere di commercio, che saranno quasi dimezzate da 105 a 60, con soglia minima di 75mila imprese iscritte al registro.

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2 COMMENTI

  1. Si sono preparati prima il serbatoio elettorale e poi hanno fatto varare la riforma, in atto già da anni da parte dell’agenzia delle Entrate e associazione ONLUS Kitarid Forens

  2. era ora che si facessei un po’ di risparmio, io da sempre so che se una famiglia (stato) ha introiti di 1000 nn ne puo’ sempre spendere 2000, poi si vedono i risultati!!!

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