Province, parte ufficialmente – e per l’ennesima volta – il conto alla rovescia per la ripartizione dei dipendenti in esubero. In questa occasione, tempi definiti e documenti certificati dovrebbero finalmente garantire la riuscita di un’operazione che slitta ormai da troppi mesi per ritardi o mancanza di leggi adeguate.

Come noto, dopo la riforma Delrio che ha abolito il carattere elettivo degli organi provinciali, riducendo sensibilmente le necessità di organico per effetto del rimescolamento di funzioni, circa 20mila dipendenti si sono ritrovati nell’occhio del ciclone di questo enorme spostamento tra uffici e ruoli, con possibilità di ingresso in mobilità.

Il governo ha ormai pronta una bozza di decreto per dare l’accelerazione decisiva al processo di ridefinizione degli uffici provinciali, con i cambi di mansioni, di sedi e di ruoli che stanno investendo migliaia e migliaia di addetti, cercando di trovare una sistemazione alla fetta più a rischio di tutti i lavoratori delle ormai ex Province: gli esuberi.


Il provvedimento del governo, infatti, si rivolge in maniera particolare a tutti coloro che abbiano perso il proprio posto di lavoro a seguito della smobilitazione degli uffici provinciali e della nascita delle aree vaste che hanno colonizzato alcuni ambiti specifici di competenza degli enti intermedi fino al recente passato.

La road map degli esuberi

Il decreto fissa, così, alcune scadenze tassative per tutti gli enti coinvolti nel difficoltoso passaggio di funzioni e dipendenti che sta coinvolgendo le province in dismissione. A cominciare dal giorni di pubblicazione del decreto in Gazzetta:

entro 20 giorni, le Province dovranno emanare gli elenchi del personale in esubero;

entro i 40 giorni seguenti, Regioni ed enti locali dovranno inserire nel portale nazionale della mobilità i posti disponibili in dotazione organica;

entro i 20 giorni successivi, infine, il dipartimento della Funzione Pubblica dovrà completare l’opera, indicando quali posizioni i dipendenti in esubero potranno occupare e in quali enti.

Insomma, nell’arco di poco meno di tre mesi l’iter di redistribuzione degli esuberi provinciali dovrebbe essere completato e la traversata dei tanti lavoratori ancora inconsapevoli del proprio futuro, finalmente conclusa.

Ciò di cui dovranno tenere conto tutti i soggetti coinvolti in questo processo senza precedenti è il rispetto di alcuni criteri universali: area funzionale di provenienza e di destinazione dovranno essere affini, così come categoria di inquadramento e mansioni svolte.

Oggetto del nuovo provvedimento dovrebbero essere tanto i distaccati – che resteranno al proprio posto – quanto alla polizia provinciale, la quale verrà distribuita principalmente sui Comuni, mentre la fetta più consistente degli esuberi dovrebbe finire nelle Regioni, che andranno ad assumere alcune funzioni detenute fino a oggi dalle Province.

Per i dipendenti, rimane la pesante incognita degli stipendi, i quali non potranno essere assicurati della medesima entità se non verrà varato in maniera definitiva il decreto sulla mobilità all’interno della pubblica amministrazione, che attende ancora la registrazione da parte della Corte dei conti.

Segnaliamo l’articolo di Luigi Oliveri sulle tabelle di equiparazione

 

Città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni

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Luciano Vandelli, 2014, Maggioli Editore

La legge Delrio, 7 aprile 2014, n. 56, introduce nel sistema delle autonomie novità fondamentali: istituisce effettivamente, in tempi certi, le città metropolitane. cambia profondamente l'organizzazione, il funzionamento, le competenze delle province. guida e sostiene i processi di unione e di...




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