Dal primo settembre le spese per il funzionamento degli uffici giudiziari passeranno in capo al Ministero della Giustizia. Lo definisce il regolamento approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso venerdì 3 luglio 2015.

Dunque, gli enti locali si apprestano a essere sollevati di un costo tutt’altro che secondario, in virtù di questo provvedimento adottato da parte del governo Renzi in attuazione della legge di stabilità 2015, la quale, all’articolo 1, comma 530 stabilisce come dal mese di settembre gli oneri di mantenimento degli uffici giudiziari siano trasferiti al Ministero oggi guidato da Andrea Orlando.

Naturalmente, tra i giuristi e gli osservatori si è già scatenato il dibattito sui tempi di realizzazione di questo passaggio a suo modo epocale, che dovrà essere chiuso nell’arco di poche settimane – con interruzione per le ferie estive ad agosto – per evitare di mancare l’appuntamento già fissato in finanziaria.


Cosa prevede il regolamento

Con il provvedimento adottato in Cdm, obiettivo del governo è quello di evitare il generarsi di ulteriori capitoli di spesa per la macchina della giustizia, che ora gestirà in prima persona l’andamento amministrativo ed economico degli uffici locali.

Gli uffici interessati dal cambio di regia, sono tutti quelli individuati dalla legge 392/1941, dunque con esclusione della corte di Cassazione e gli uffici che abbiano sede nel palazzo di giustizia di Roma capitale; allo stesso modo, non ricadono nel recinto delle strutture soggette al passaggio di consegne anche gli uffici giudiziari della città di Napoli e la Procura della Repubblica, nonché gli uffici giudiziari, del tribunale di Napoli nord.

Nello specifico, vengono individuate tre linee d’azione per il passaggio da enti a Ministero:

  1. individuazione delle misure organizzative necessarie a livello periferico, stabilendo quali strutture locali possano procedere alle attività necessarie e definizione della composizione e dei compiti;
  2. definizione dei rapporti e dei limiti della competenza delle strutture locali rispetto a quelli propri della direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei sevizi del Ministero;
  3. esplicitazione della possibilità di ricorrere a strumenti convenzionali che possano agevolare lo svolgimento delle funzioni gestionali degli uffici giudiziari nel periodo transitorio del passaggio delle competenze dai comuni al Ministero.

La ridefinizione degli oneri giudiziari arriva a ruota dopo il ricambio organizzativo e organico interno al Ministero, in cui sono state modificate le composizioni e le priorità delle varie Direzioni. QUI L’APPROFONDIMENTO

Così, ora le competenze che dagli enti locali passano agli uffici giudiziari andranno in capo alla Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie. Questo a livello centrale, mentre sul territorio agirà la nuova Conferenza permanente che controllerà il regolare svolgimento delle pratiche all’interno degli uffici giudiziari. Questo organo sarà composto dai capi degli uffici e dai dirigenti amministrativi e sarà presieduto e convocato dal presidente della Corte di appello, o, dove non presente, dal presidente del Tribunale. Tra i suoi compiti, figurano anche mansioni relative a manutenzione di immobili, riscaldamento, climatizzazione, utenze, pulizia e disinfestazione, raccolta e smaltimento dei rifiuti, giardinaggio, facchinaggio, traslochi, vigilanza, custodia.


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