Da Venezia a Torino in bicicletta  nel corso del weekend? Non è un progetto di qualche cicloamatore un po’ folle, ma un vero e proprio progetto governativo per favorire la mobilità dolce. Parola del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

Ieri, durante l’audizione della commissione Lavori pubblici al Senato, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ministro degli Affari Regionali, ha dato sfogo ai suoi sogni di appassionato delle due ruote, lanciando l’azzardo che, nella sua visione, unirà da est a ovest il nord Italia.

Un’ipotesi che circola per la prima volta ufficialmente nelle stanze e nei corridoi del Parlamento ma che, a sentire il ministro Delrio, figura da tempo tra i propositi del suo mandato. Va ricordato, il fedelissimo del premier Renzi arrivò a sostituire Maurizio Lupi, costretto a dimettersi per lo scandalo delle consulenze e del dominus Ercole Incalza.


Ora, dunque, sembra che i propositi del ministero stiano svoltando quantomeno dal punto di vista delle infrastrutture e del tipo di mobilità che si vuole veicolare con le nuove opere pubbliche.

Sarebbero, Google Maps alla mano, 404, 5 km di pista ciclabile, che finirebbero per tagliare in due il settentrione, con passaggio a Verona e Milano, i cui centri urbani sarebbero ugualmente coinvolti da questo collegamento ciclistico tra le maggiori città del nord Italia. L’idea nasce nell’alveo del piano europeo chiamato EuroVelo che intende collegare tutta Europa lungo 15 percorsi tra le maggiori aree metropolitane.

“Costa meno di tre chilometri di autostrada e porta un indotto economico di 150 milioni l’anno”, così il ministro Delrio ha difeso la trovata di collegare la laguna di Venezia alla Mole antonelliana, nonostante tra i parlamentari presenti qualche sorriso di scherno non si sia risparmiato.

Eppure, Delrio ha insistito con il suo sogno: “Pensate al grande raccolto anulare ciclabile di Roma che sarà parte di questo piano: la sola presentazione dell’idea ha vinto a New York il secondo premio sui programmi di mobilità di tutto il mondo. Quaranta chilometri di piste ciclabili – ha aggiunto Delrio – all’interno della città fino all’Appia Antica quanti se li possono permettere nel mondo oltre a noi?”.

Insomma, il progetto del ministero non coinvolgerebbe solo il nord Italia, ma anche la Capitale in una generale converisone delle maggiori arterie di traffico alla mobilità verde, sostenibile e pulita della bicicletta.

Un progetto forse un po’ troppo ardito, che in Italia rischia di scontrarsi con le note pastoie burocratiche e la difficile realizzabilità di grandi collegamenti di questo genere, paragonabile solo, forse, alla realizzazione dei binari dell’Alta velocità ferroviaria che sono stati completati, in parte, nell’arco di un ventennio.

In questo caso, viene da chiedersi, a guadagnarci sarebbe davvero la salute della popolazione? Quanto collegare aree urbane ad elevato tasso di inquinamento è davvero sinonimo di governo sensibile ai temi dell’ambiente e del benessere della popolazione?

Nella curiosità di scoprire se, poi, la partenza sarà da piazza San Marco – in tal caso, l’avvio sarà un po’ difficoltoso – o da Mestre, quella del ministro Delrio sulla “sgambata” lungo il corso del Po, per ora rimane una sparata di mezza estate. Più avanti, chissà.


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