Ministero della Giustizia, si cambia finalmente. E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale di ieri, lunedì  29 giugno 2015, il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che indice la riorganizzazione nel dicastero guidato, attualmente, da Andrea Orlando.

Si tratta di un atto amministrativo a lungo atteso, che attua la spending review annunciata anche per gli uffici di via Arenula, e redistribuisce gli incarichi all’interno della struttura ministeriale.

I dipartimenti


Il Ministero della giustizia si articola, secondo la riforma dei suoi uffici, nelle seguenti aree che saranno guidate da un capo dipartimento e avranno funzione, tra le altre, di proposta e parere verso il ministro per le materie competenti:

Dipartimento per gli affari di giustizia; 

Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi; 

Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria; 

Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Il dipartimento per gli affari di giustizia sarà composto a sua volta dalla Direzione generale della giustizia civile, dalla Direzione generale della giustizia penale, dalla Direzione generale degli affari giuridici e legali.

Il dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi verrà a includere la Direzione generale del personale e della formazione, Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati.

Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si avvale del lavoro svolto nella Direzione generale del personale e delle risorse, della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, e della Direzione generale della formazione.

Il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità da ultimo comprenderà la Direzione generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile e la Direzione generale per l’esecuzione penale esterna e di messa alla prova.

 

Amministrazione periferica e tagli

Il rinnovamento del Ministero della giustizia andrà a toccare anche gli organi decentrati, con competenza per le proprie circoscrizioni regionali e i distretti inclusi.

La figura del direttore regionale sarà il fulcro dell’amministrazione della giustizia su scala locale, che avrà compiti dia di indirizzo che di definizione budget e si interfaccerà con le varie Direzioni ministeriali a seconda dell’ambito di interesse.

Con un apposito decreto da emanare entro 180 giorni, saranno attivate le nuove Direzioni, mentre toccherà al ministro in prima persona emanare gli atti che andranno a ridefinire le piante organiche degli addetti. Nel testo pubblicato, le tabelle con le specifiche per le quote previste nei vari dipartimenti.

VAI AL TESTO DELLA RIORGANIZZAZIONE MINISTERIALE

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteDelega fiscale: la parziale riforma del processo tributario
Articolo successivoPedone che attraversa la strada senza strisce pedonali

2 COMMENTI

  1. Speriamo che le competenze professionali ed umane siano i requisiti di accesso e permanenza nel ruolo dei giudici minorili e di tutte le figure di supporto! Altrimenti l’incompetenza e l’incoscienza produrranno danni irreversibili! E chi li risarcirà ?

  2. Speriamo che l’organizzazione avvenga con personale civile e i giudici ritornino a lavorare nei tribunali per sopperire alla carenza lamentata nel mondo giustizia.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here