Molto rumore per nulla sugli autovelox? Ieri, è stata diffusa con squilli di trombe e grida di indignazione la sentenza della Corte costituzionale numero 113/2015, che, a prima vista, rende illegittime se non tutte, quantomeno una parte delle sanzioni notificate agli automobilisti in marcia a velocità oltre i limiti consentiti, sulla base di rilevazioni dagli odiatissimi apparecchi.

Immediatamente, si sono scatenate ipotesi sulla possibilità di avanzare ricorsi, addirittura chiedere rimborsi o, ancora, far valere la pronuncia per ottenere un annullamento istantaneo della multa ottenuta. In realtà, però, le cose non starebbero esattamente così o, almeno, non c’è nulla che la Consulta avrebbe inteso “cancellare” o neutralizzare dal punto di vista normativo.

A ben vedere, la sentenza della Corte Costituzionale depositata ieri sull’articolo 45 comma 6 del Codice della strada, non abroga affatto la disposizione ma la integra con una norma implicita nell’ordinamento.


Tecnicamente, a parere dei giuristi quella emanata dalla Consulta è una sentenza di tipo manipolativo addittivo. In parole povere, significa che la norma non viene eliminata o abrogata dal sistema, ma che per effetto della pronuncia acquista una portata che prima non aveva o non veniva riconosciuta.

In sostanza, la disposizione è illegittima nella parte in cui non dice – o non contiene – qualcosa che invece a rigore di Costituzione e di ordinamento dovrebbe esserci.

Capitolo multe. E’ bene tenere presente che gli effetti della sentenza non si applicano ai rapporti cosiddetti “esauriti” e dunque se il procedimento amministrativo è concluso, nel caso di specie il verbale di accertamento notificato è perfettamente valido. Questo, era apparso chiaro fin da subito, nel momento in cui si era osservato che le multe già saldate non sarebbero state in ogni caso oggetto del provvedimento.

E non è tutto. Dal momento che la sentenza agisce sull’articolo 45, comma 6 del Codice della strada, il quale a sua volta si riconduce a decreti ministeriali per la realizzazione del principio normativo, va sottolineato che tutti i decreti ministeriali vigenti di approvazione o omologazione delle apparecchiature prevedono già la verifica di funzionalità periodica degli autovelox, almeno a cadenza annuale.

La taratura è definita invece “eventuale” e, ora, dalla data di pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale anche questa sarà obbligatoria. Il che, a ben vedere, è forse l’unico vero effetto della sentenza della Corte costituzionale, forse troppo poco per andare incontro a annullamenti e cancellazioni di massa sulle contravvenzioni.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteRiforma Codice Appalti: testo coordinato e ultimi emendamenti
Articolo successivoConsultazione pubblica per l’attuazione della direttiva 2013/34/EU

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here