È legge la nuova riforma del lavoro, il Jobs Act. Visto l’alto interesse, F2A Fis Antex, leader in Italia della gestione delle risorse umane, ha organizzato una serie di incontri con giuslavoristi come Tiziano Treu e Angelo Pandolfo per valutare le novità per il settore.

 

Al tavolo c’era un gruppo di aziende altamente qualificate del panorama nazionale, per confrontarsi su queste novità legislative, sulle problematiche applicative, sull’impatto in termini di opportunità e di vincoli sotto il profilo di governance, strategico, gestionale ed operativo delle imprese.


 

“L’azione del Governo – secondo i giuslavoristi – si muove soprattutto per ridurre il più possibile i contenziosi nelle fasi di risoluzione dei rapporti di lavoro”. Per gli esperti interpellati da F2A il primo bilancio sul Jobs Act è del tutto positivo. Intanto perché finalmente la legislazione italiana si allinea con la legislazione europea, in particolar modo sul principio delle tutele crescenti. Quindi perché alle aziende saranno destinati incentivi fiscali all’assunzione di personale e perché si avrà certezza nella risoluzione dei contratti di lavoro.

 

Saranno cancellate o modificate anche alcune categorie di contratti atipici (ad esempio il contratto a progetto) per tutelare numerose categorie di lavoratori. Il Governo per evitare problemi vorrebbe garantire vere e proprie sanatorie destinate a quelle aziende che modificheranno i contratti atipici in contratti a tutele crescenti.

 

Tra le novità della riforma del Jobs Act vi è anche la possibilità di introdurre contratti di ricollocazione, concedendo ai disoccupati un voucher da utilizzare presso un operatore privato o pubblico. Sarà il mercato a dare efficacia o meno al provvedimento. I giuslavoristi in questa fase sembrano scettici. Dallo scetticismo alle perplessità.

 

L’entrata in vigore del Jobs Act non scioglierà però alcuni importanti dubbi: i lavoratori potranno dividersi tra i vecchi assunti che saranno sotto tutela della Legge Fornero ed i nuovi assunti sui quali ‘vigilerà’ il Jobs Act. Per coloro che sono stati assunti ancora prima del luglio 2012 farà testo un’altra normativa precedente. Insomma una situazione un po’ ingarbugliata per cui due o più occupati con le stesse mansioni e ruolo, in caso di licenziamento vedrebbero riconosciuti diritti diversi.

 

Gli esperti che hanno partecipato agli workshop sulla gestione delle HR di F2A Fis Antex sottolineano che sono maggiori gli aspetti positivi. Quello più importante è il fatto che il Jobs Act rispecchi maggiormente un mercato del lavoro, quello italiano, sempre più dinamico e internazionale. E  se da un lato si ipotizza una limitazione dei contenzioni con i lavoratori, dall’altro gli effetti del Jobs Act permetterebbero alle aziende di fare affari, nuovi business, e quindi creare nuove opportunità anche nella mobilità occupazionale.

 

Non mancano neppure le prime polemiche e interessanti spunti di riflessione: vi è il tema del rapporto con la tutela dell’immagine e della proprietà intellettuale tra dipendente e titolare, ad esempio, che spazierà anche nella diffamazione nell’ambito del social network. O il tema dei licenziamenti discriminatori che farà risentire gli effetti soprattutto in quei dipendenti provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente. E cosa succederà quando cambiare posto di lavoro significherà rinunciare a rendite di posizione già acquisite? Si va verso la stagnazione del personale o si dovranno predisporre dei meccanismi di entrata e di uscita dalle aziende tali da scongiurare il problema? Per maggiori informazioni sul tema e sui servizi di gestione delle risorse umane di F2A, potete visitare il sito dell’azienda.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteRiforma senza regole. E’ caos nella Pubblica Amministrazione
Articolo successivoAvvocati: ora le procedure telematiche sono più semplici

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here