Appalti, finalmente il testo della riforma è arrivato in aula e si appresta a ottenere l’approvazione. E’ il Senato a ospitare in assemblea la proposta di modifica del Codice delle gare pubbliche, che dovrebbe andare in votazione nei prossimi giorni.

Accelerazione convinta, dunque, sul varo della riforma che è attesa da diversi mesi, dopo la serie di scandali che hanno colpito, in serie, alcune tra le opere più chiacchierate del Paese, come Expo o il Mose, fino al ciclone ancora in pieno svolgimento di Mafia capitale, con l’infinito elenco di arresti che hanno colpito la politica e l’imprenditoria romana.

Ma ecco perché la riforma non basta…


Si tratta di un disegno di legge delega, che, se approvato, autorizzerà il governo a emanare alcuni decreti di revisione per il Codice degli appalti, così come annunciato mesi or sono dallo stesso premier Renzi.

Tra le novità più attese, quella più nota è certamente l’allargamento dei poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione, che dovrebbe arrivare a ottenere nuovi poteri più rigidi nei confronti delle amministrazioni e delle imprese che sgarrano.

Anche per i privati, infatti, viene introdotto il principio secondo cui sarà possibile ordinare il commissariamento per le imprese che siano in qualche modo coinvolte in episodi di corruzione o comunque collegabili a supposte attività illecite.

Una sorta di blocco preventivo, operato dall’Autorità nazionale anticorruzione, al fine di evitare ulteriori risvolti negativi per l’economia e la trasparenza delle procedure di affidamento e realizzazione di lavori e servizi pubblici.

Nasce, con la riforma, l’albo nazionale dei commissari di gara, che dovrebbe insinuarsi proprio nelle zone d’ombra tra pubblico e privato, lì dove è più facile trovare infiltrazioni da parte di attività criminose e finalizzate alla sottrazione di denaro pubblico.

Varianti. Novità anche sulle procedure che spesso provocano l’improvvisa risalita dei costi di svolgimento dei lavori: se l’esborso supererà i costi previsti dalla gara, le stazioni appaltanti saranno autorizzate a interrompere il contratto. Arrivano, in proposito, anche una serie di nuovi costi standard per lavori, servizi e forniture.

Debutterà, con la nuova legge, anche la nuova normativa sul “appalto integrato”, ossia la facoltà di sviluppare il progetto in corso d’opera, che rimarrà in vigore esclusivamente per casi in cui l’investimento sia ad alto tasso tecnologico.

Vai al testo della riforma

 


1 COOMENTO

  1. Ritorniamo ancora una volta su norme e regole che pure esistono per tentare di arginare il dilagante fenomeno della corruzione. La vigente normativa è chiara. Questa prevede le fasi progettuali e quindi quella finale in cui il progetto ha superato l’iter procedurale, completo di istruttoria tecnica anche nelle indagini geologiche. La legge prevede quando sono possibili le varianti essenziali. Queste sono possibili quando interviene un accadimento o evento non prevedibile attraverso le fasi di istruttoria e di indagini. Vale a dire quasi mai, se si tiene conto che i Comuni e quindi quasi tutto il territorio nazionale è stato sottoposto a piani geologici generali e particolari. Se ciò è vero e se i progetti vengono redatti sulla scorta di prezzi standard stabiliti nei pubblici capitolati regionali, esistono poche possibilità di evasione. I tecnici degli Enti appaltanti devono fare il loro lavoro di controllo. Ciò accade anche quando l’appalto è svolto col sistema del project-financing. L’erosione comincia con i subappalti, che pur disciplinati dalla legge, si trasformano in un una vera e propria mucca da mungere. Dunque le gare devono prevedere la possibilità di partecipazione delle imprese, senza possibilità di subappalto e soprattutto la sanzione di cancellazione dall’albo nel caso di rescissione per sua colpa. Ai titolari o componenti di società deve essere vietato, in caso di rescissione per colpa, di costituire altre imprese o società partecipanti a lavori pubblici. La corruzione è un sistema che si sviluppa lungo un percorso non chiaro e pieno di insidie. Rendiamo chiaro il percorso e responsabilizziamo il controllo pubblico e privato.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here