Timidi segnali di ripresa sul mercato immobiliare, ma che ancora non sono sufficienti a certificare l’uscita dalla crisi in cui versa il settore e di cui stanno facendo le spese le agenzie immobiliari. Nonostante a inizio maggio l’ABI abbia diffuso dati incoraggianti sull’incremento dell’erogazione dei mutui per l’acquisto della prima casa (+50%), i prezzi di vendita rimangono ancora fermi al palo con prospettive di stallo anche per il 2015, come rivelato dal recente rapporto Nomisma sull’andamento del settore immobiliare.

 

E se in tutte le grandi città italiane le variazioni dei prezzi nel 2014 sono state tutte caratterizzate dal segno negativo, con valori a due cifre a Napoli (-11,4%) e a Genova (-14,4%), certificate dall’Ufficio studi di una delle principali agenzie immobiliari del nostro Paese, il mercato prova a reagire e cerca di rispondere con la nascita di nuove forme di scambio e concorrenza.


 

Tra le iniziative più recenti c’è, per esempio, UniCredit SubitoCasa società di intermediazione immobiliare di UniCredit, che nasce con l’obiettivo di seguire il cliente per l’acquisto di varie tipologie di immobili: dalle abitazioni private alle nuove costruzioni, dagli immobili di pregio ai negozi e agli uffici.

 

Ma se quella del colosso bancario milanese è, in ultima analisi, un’evoluzione di una agenzia immobiliare altrettanto non può dirsi per altre forme di incontro tra domanda e offerta che vede i privati (cittadini e costruttori) direttamente protagonisti, formula particolarmente apprezzata per il risparmio delle provvigioni che devono normalmente essere riconosciute agli intermediari immobiliari per ogni transazione completata.

 

Effettivamente il risparmio per i privati è significativo, come testimoniano i dati riferiti dalla redazione di Clickcase.it, una delle maggiori piattaforme di incontro del mercato immobiliare tra privati. In un anno e mezzo, infatti, sul sito si sono concluse quasi 2.500 trattative da privato tra affitti e compravendite.

 

Prendendo in considerazione solo queste ultime, il risparmio generato a carico di acquirenti e venditori sulle provvigioni da versare è stato di quasi 12,5 milioni di euro più IVA, a fronte di un totale complessivo del patrimonio immobiliare compravenduto tra privati ammonta a poco più di 207.635.400 euro.

 

Se volessimo andare nello specifico, ci dice la redazione di Clickcase.it, statistiche alla mano, risulta che la maggior parte degli immobili venduti da privato fanno capo alla categoria “immobili residenziali” con al primo posto gli appartamenti (66%) e a seguire le altre tipologie (ville, ville a schiera e case indipendenti).

 

Sul secondo gradino del podio nelle transazioni realizzate sul sito dei privati Clickcase.it vi sono gli immobili commerciali: negozi (20%), bar (8,3%), uffici (5%) e terreni edificabili (6,6%). Solo al terzo, invece, si posiziona la categoria “immobili di nuova costruzione”.

 

Ma c’è anche un dato preoccupante, conclude la redazione di Clickcase.it: “di tutte le offerte cancellate dal sito, nel periodo menzionato (gennaio 2014 – giugno 2015) risulta che circa il 52% degli annunci immobiliari da privato sono stati rimossi perché gli inserzionisti hanno materialmente tolto il proprio immobile dal mercato, in attesa di tempi migliori (che chissà quando arriveranno).

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteRiforma pensioni 2015: così cambieranno requisiti e legge Fornero
Articolo successivoCosa cambia per l’accesso alla professione di avvocato. Parere Cnf

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here