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Ci sono due importanti novità – anzi una, l’altra è una rispolverata – sui concorsi pubblici e chi aspira a lavorare nella pubblica amministrazione. Quella più importante riguarda la votazione della prova scritta prima di sostenere quella orale.

Valutazione titoli prima della prova orale

Il Consiglio di stato, sez. V, con la sentenza n. 2584/2015 ha infatti stabilito che la PA deve rendere noto ai candidati il risultato della valutazione dei titoli prima dello svolgimento delle prove orali, pena l’annullabilità della graduatoria.

La motivazione cardine della sentenza sui concorsi pubblici è che è necessario rispettare le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici scandite dalla legge, la quale prevede la comunicazione del risultato della valutazione titoli anteriormente alle prove orali.


In parole povere, chi aspira al posto nell’ente pubblico deve sapere a quanto ammonta per il momento il suo voto per prepararsi meglio alla prova finale e soprattutto a garanzia che la commissione non stia cambiando i giudizi in corso d’opera.

Inoltre l’amministrazione deve assicurare una rigida scansione dei diversi momenti valutativi della selezione concorsuale, al fine di prevenire rischi di manipolazione dei punteggi e di favoritismi. Dunque la sequenza tra punteggi provvisori, da comunicare preventivamente ai candidati, e graduatoria definitiva, assicura, da un lato, l’imparzialità  della valutazione e, dall’altro, una maggiore trasparenza che permette la prevenzione di ricorsi e contestazioni.

Ricorso per limiti di età

Questo si riferisce ad una sentenza del lontano 2000 che però ogni tanto è bene rispolverare. Si tratta di una direttiva del Consiglio UE, il cui principio generale tratta la parità di trattamento nel lavoro, nonché il divieto di ogni discriminazione nell’impiego fondata sull’età.

Nel 2013, tale principio è stato confermato da una sentenza della Corte di Giustizia Europea. Nel caso di specie, la decisione dichiarava illegittima la normativa di un’autonomia spagnola (il Principato delle Asturie) in quanto fissava il limite di 30 anni per l’assunzione del personale della polizia locale.

Ok, ma in Italia qual’è la situazione reale? In molti settori manca l’adeguamento alla disciplina europea: un primo progresso è stato fatto dal Tar del Lazio nel 2014, che ha ammesso al concorso per allievi Marescialli dei Carabinieri un candidato di 35 anni, dopo che la sua domanda era stata rigettata dal sistema.


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