La commissione Antimafia ha ufficializzato la lista dei candidati definiti “impresentabili” per le prossime elezioni regionali. Sono diciassette le personalità inserite a vario titolo nell’elenco, tra cui spicca il onme del candidato alla poltrona di presidente di regione in Campania per il centrosinistra Vincenzo De Luca. Quattro si presentano in Puglia (anticipati già martedì), gli altri tredici in Campania.

Chi sono gli impresentabili

Campania


Vincenzo De Luca (condannato in primo grado a un anno per abuso d’ufficio)

Antonio Ambrosio (Forza Italia, rinviato a giudizio per tentata concussione )

Luciano Passariello (Fratelli d’Italia, indagato per riciclaggio),

Sergio Nappi (Caldoro presidente, rinviato a giudizio per tentata concussione),

Vincenzo De Luca (Pd),

Fernando Errico (Ncd-Campania popolare, rinviato a giudizio per concussione e concussione continuata ),

Alessandrina Lonardo (Forza Italia, moglie dell’ex ministro Clemente Mastella, in attesa di giudizio per tentata concussione),

Francesco Plaitano (Popolari per l’Italia, imputato per associazione mafiosa, condannato in primo grado per estorsione),

Antonio Scalzone (Popolare per l’Italia, rinviato a giudizio per associazione mafiosa ),

Raffaele Viscardi (Popolari per l’Italia),

Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica, condannato in primo e secondo grado per concussione. Cassazione ha prescritto il reato),

Biagio Iacolare (Udc, accusato di trasferimento fraudolento di valori),

Carmela Grimaldi (Campania in rete, assolta in primo grado per per concorso esterno in associazione mafiosa e partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti)

Alberico Gambino (Meloni-Fratelli d’Italia-An, accusato di violenza privata e concorso esterno in associazione mafiosa )

 

Puglia

Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano, rinviato a giudizio per tentata estorsione e furto aggravato),

Enzo Palmisamo (Movimento per Schittulli, accusato di corruzione e truffa. Reato prescritto in appello),

Giovanni Copertino (Forza Italia, indagato per corruzione. Reato prescritto in primo grado)

Massimiliano Oggiano (Lista Oltre con Fitto, accusato associazione mafiosa e corruzione elettorale con aggravante mafiosa. Assolto in primo grado).


CONDIVIDI
Articolo precedenteAntitrust, l’accesso alla Ztl deve garantire la parità di trattamento tra gli operatori postali
Articolo successivoGrande distribuzione senza reverse charge: va pagata l’Iva sugli acquisti

3 COMMENTI

  1. Una Commissione d’Inchiesta essendo, con indagini ed esami su materie di pubblico interesse, e una rilevanza costituzionale avendo, come l’ha il Csm, la Commissione Bindi aveva il diritto d’informare gli elettori, con gli stessi poteri e con gli stessi limiti del potere giudiziario, gli eleggibili per lista Tizio o Caio o Sempronio che erano stati condannati in primo grado per abuso d’ufficio.

    Ma il diritto-potere non aveva di chiamarli Impresentabili.

    Né la Costituzione né i Regolamenti delle due Camere né la legge ordinaria vietano infatti a un Partito di presentare per le elezioni i condannati in primo grado Tizio o Caio o Sempronio. Né vietano agli elettori di eleggere Tizio o a Caio o a Sempronio perché condannati in primo grado. Fino alla sentenza definitiva, il diritto di voto è per Costituzione intangibile – tanto nel suo aspetto attivo quanto nel suo aspetto passivo.

    Se la Bindi nella schiera degli Impresentabili ci ha messo Tizio che poi l’ha querelata, questo è affare che per istituzione riguarda la Procura e il Tribunale di Roma – per non sembrare un partigiano a priori, nullun verbum sit hic dictum.

    L’Impresentabile querelante sarà proclamato eletto con carica da un Ufficio della Corte d’Appello. Dunque, non sospendibile prima. Un eletto, se non ha una carica, da che è sospendibile? Dall’Aula Consiliare dove è solo Consigliere della Regione di BuonaPesca?

    Con ordinanza del 28.5.2015 n. 11131, le SUC della Cassazione hanno ben detto: nella sua applicazione, la cd legge Severino non incide sul diritto soggettivo d’elettorato passivo della persona eletta senza carica ma sull’eletto con carica come carica è quella di Sindaco.

    La cd legge Severino mi sembra sospetta d’incostituzionalità per eccesso di delega sul reato d’abuso d’ufficio. Ci penseranno Renzi e il suo governo a emendarla su questo punto con un mini o con un omnibus decreto legge alle Camere sottoposto chiedendo la fiducia sulla legge di conversione? Anche la prassi governativa, quando reiterata è, costituzionale non è – o non sembra. Checché in contrario direbbe o potrebbe o vorrebbe dire Cantone. Che sull’«errore istituzionale» della Bindi sbagliato non ha.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here