Pensioni, dopo il decreto rimborsi ora si pensa già alla riforma dei requisiti per il ritiro dal lavoro. Ma non c’è solo l’addio anticipato sul tavolo:rimane infatti da risolvere l’antica grana dei Quota 96.

I famosi 4mila “dimenticati” dalla legge Fornero, appartenenti al mondo della scuola in qualità di professori, amministrativi o collaboratori scolastici, dovrebbero infatti essere i primi a beneficiare di una revisione della legge del 2011, oggi sconfessata anche dalla Corte costituzionale con la bocciatura del blocco alle rivalutazioni.

Da allora, questi lavoratori con le carte in regola per andare in pensione si sono ritrovati a rimanere in servizio più a lungo del previsto a causa di una dimenticanza clamorosa: il fatto che l’anno di lavoro per chi è occupato nel comparto scolastico non si chiuda al 31 dicembre, ma alla fine di agosto. Per questa svita, migliaia di lavoratori hanno dovuto lavorare anni oltre al raggiungimento dei requisiti minimi per lasciare il posto. A nulla, finora, sono valse manifestazioni, proteste di piazza, scioperi e proteste.


Ma ora che, finalmente, il governo ha deciso di mettere mano alla disciplina delle pensioni con il decreto sui rimborsi, in cui si apre anche ufficialmente l’era del “primo del mese”, giorno in cui sono uniformate tutte le erogazioni previdenziali a partire da giugno, il traguardo per i Quota 96 sembra davvero vicino.

Innanzitutto, va sottolineato che una frazione di questi lavoratori è già uscita o uscirà comunque dal servizio a settembre per la maturazione avvenuta dei requisiti in base alla nuova normativa oggi vigente, che ha portato molti di questi dipendenti a superare Quota 100. Per gli altri, invece, pare si sia finalmente aperto lo spiraglio decisivo con l’annunciata revisione della legge Fornero.

La scorsa settimana, in sede di approvazione della riforma della scuola, ha ricevuto l’ok alla Camera un ordine del giorno che spinge l’esecutivo a farsi carico entro brevissimo del problema dei prof dimenticati dalla Fornero. 

In sostanza, potrebbe essere inserita nella “Buona scuola” – il ddl che dovrebbe riformare l’apparato educativo – un emendamento per concedere l’agognata deroga ai Quota 96 ancora al lavoro.

Non è detto, però, che la strada seguita sia necessariamente questa: una modifica al disegno di legge obbligherebbe il Parlamento a un ulteriore passaggio prima dell’approvazione della riforma, mettendo seriamente in pericolo l’assunzione dei 100mila precari in attesa di inserimento in organico (anche per effetto dell’addio dei Quota 96).

L’altra strada sarebbe quella di un ddl ad hoc, come esaminato nei giorni scorsi dalla Commissione Lavoro, che ha valutato la possibilità di una nuova salvaguardia di lavoratori per 26mila esclusi dalla legge previdenziale.

Insomma, se ormai pare accertata la volontà politica di risolvere definitivamente la questione, lo strumento attravesro cui questa sarà perseguita rimane ancora da chiarire. Una cosa appare sempre più probabile: l’ultima campanella per i Quota 96 è davvero alle porte.

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14 COMMENTI

  1. Perchè io a quota 97 non vado in pesione? E voi “4 mila” siete forse privilegiati nel pretendere la quota 96 per andare in pensione? Visto che per molte categorie di lavoratori dovranno lavorare 42-43 anni….Scusate con la quota 96 quanti anni di contributi avete versato?

  2. Perchè io a quota 97,non vado in pensione? E voi “4 mila”siete forse privilegiati nel pretendere la quota 96 per andare in pensione…Con quanti anni di contributi?? Visto che per alcune categorie saranno 42-43 anni di servizio…

  3. ma si puo ‘sapere quando devo andare in pensione con 37 anni di contributi e 60 anni di eta’????

  4. Ridateci i soldi versati come ha fatto l’inghilterra, oppure la pensione uguale per tutti, chi ha guadagnato di piú ha versato per chi non ha guadagnato molto, uguaglianza almeno in questo

  5. Non ci credo che a settembre sarò in pensione.Sono passati 3 anni e ho sentito tante di quelle false promesse che mi hanno cosi’ mortificato e sfiduciato e imbestialito se non vedo nero su bianco che vadano tutti al diavolo ecc. sono stato uno del PD ma ormai non credo alle loro promesse quota 96

  6. non è giusto che la corte costituzionale abbia bocciato il decreto Fornero e che lo stato effettui un rimborso una tantum enon ci rimborsi quanto dovuto.I sindacati dei pensionati dove sono? Noi abbiamo diritto al rimborso di tutta la somma anche in piu’ soluzione ,e l’adeguamento delle nostre pensioni in base a quanto maturato.Mi sembra ridicolo dal parte del governo una indicizzazione a partire dal 2016 per importi veramenti ridicoli rispetto all’aumento del costo della vita.

  7. Le varie soluzioni prospettate da illustri esponenti del governo in materia di pensioni!sembra tutto paradossale, tragico, ingiusto.Perche’devono pagare sempre i futuri pensionati in termini di future riduzioni percentuali degli emolumenti ,per anticipo di 4 anni qualcuno parla di un 33% di riduzione degli emolumenti, con questo metro la maggioranza delle pensioni saranno al limite’ della soglia di poverta’.Perche’ gli scandali quotidiani della classe dirigente li dobbiamo pagare sempre noi?Mi torna in mente il ritornello della canzonetta anni 60 “ma che colpa abbiamo noi”.Perche’ chi ha rubato, chi ha messo il paese in questa condizione di semidefault non paga in solido.Perche’ i vampiri affamati di denaro pubblico condannati in via definitiva non albergano nelle patrie galere?Perche’ i loro beni non vengono sequestrati?Perche’continuano a vivere nei loro castelli dorati. Continuando a mantenere cariche pubbliche e vitalizi.Se la storia si ripete,tutto questo mi ricorda un periodo storico antecedente il 1789 d.c., piu’ o meno le cose andavano cosi’.

  8. Non ci credo che a settembre sarò in pensione.Sono passati 3 anni e ho sentito tante di quelle false promesse che mi hanno cosi’ mortificata e sfiduciata e se non vedo nero su bianco che vadano tutti al diavolo….

  9. Siamo sfibrati,tra promesse disattese,illusioni,ripescaggi,NON CE LA FACCIAMO PIU’..E SE PENSIAMO CHE E’UN NOSTRO DIROTTO(VIOLATO;PER SBAGLIO O PER CINICI CALCOLI)L’INCAZZATURA ARRIVA A MILLE!!!!!

  10. Questa notizia arriva da chi? Siete sicuri o è una presa per i fondelli!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. Provo ancora a scrivere a voi e ad altre testate sulla “quota 96 “degli insegnanti, consapevole che nessun organo d’ informazione ritiene che valga la pena di scuotere realmente i governi succedutisi e sensibilizzare l’ opinione pubblica sulla profonda ingiustizia che si perpetua da tre anni sulla pelle di “quattro gatti” (inizialmente quattromila, ora, per vari motivi, dimezzati). Trattasi della famosa “svista” della Fornero (dalla stessa ammessa) che ha rovinato la vita a molti colleghi e relative famiglie.
    Anche la stampa erge un muro di gomma, come quello dei politici: ci sono le mail, ma servono solo per fingere di ascoltare i cittadini e in concreto non ci sono risposte alle loro istanze.
    La modalità del voto della Consulta non fa onore alla stessa: tre assenti, 6 a favore e 6 contro: ha deciso il presidente. Non essendo degli sprovveduti, sapevano l’ enorme impegno economico che comportava la loro “sentenza”, ma hanno deciso comunque. Nel Dicembre 2013 invece non se la sono sentita di deliberare per il ricorso dei quota 96 (lo stesso giudice emerito Sabelli ha ammesso che ci sono state troppe “astensioni” da parte della pilatesca Corte) : poiché i presupposti giuridici c’ erano tutti per accogliere il ricorso, non se la sono evidentemente sentita di impegnare le finanze dello stato per quell’ onere ridicolo se paragonato a quello connesso all’ adeguamento dell’ indicizzazione pensionistica da loro ora deliberato. E pensare che dovrebbe rappresentare il massimo organo di garanzia!
    Tutti hanno visto la straordinaria padronanza linguistica (italiano e inglese naturalmente) del pinocchio di Firenze e del fatto che si tratti di un premier poco credibile se ne sono accorti persino i rappresentanti degli studenti da Renzi “democraticamente” consultati. Positivo quindi l’ esito dello sciopero unitario, ma, dopo il responso della Consulta sul blocco degli incrementi pensionistici, mi sarei aspettato che opposizioni e sindacati, invece di pretendere (con molti distinguo, si capisce) la restituzione totale quanto improbabile del maltolto a tutti i pensionati, cogliessero la palla al balzo per sottolineare come la riforma Fornero presenti altre storture, altre assurdità come la profonda ingiustizia perpetuata con i Quota 96 della scuola, che naturalmente la Corte Costituzionale, sempre attenta, tempestiva e lungimirante, non ha colto.
    Non l’ hanno colto neanche le grandi testate giornalistiche: molte scelte editoriali demagogiche e qualunquiste spiegano perché l’ Italia sia quasi all’ ottantesimo posto nella graduatoria che misura la libertà di stampa.
    Cordiali saluti

    Raffaello Novella
    Schio (VI)
    noveraffa@gmail.com
    0445 524116

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