Le notizie di questi giorni ci inducono all’ottimismo, il reato di omicidio stradale potrebbe presto diventare una realtà. La notizia è che il primo step ha superato l’approvazione alla in commissione Giustizia del disegno di legge.

Il delitto di omicidio stradale e nautico, introdotto con la novella approvazione, vede la sua collocazione in un nuovo articolo 589 bis del Codice penale.

Il disposto legislativo prevede che chiunque guida un veicolo a motore, una imbarcazione, una moto d’acqua in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di droghe e causa la morte di una persona è punito con la reclusione da 8 a 12 anni; pena che arriva a 18 anni in caso di omicidio plurimo.


Pene severe anche per chi provoca la morte di una persona in seguito a una manovra pericolosa, anche se non si è sotto l’effetto di alcol o droga, dove è prevista una pena ascritta nell’arco temporale dai 7 ai 10 anni se l’incidente mortale avviene perché si attraversa un incrocio passando con il semaforo rosso o si fa una manovra di inversione del senso di marcia o un sorpasso in prossimità delle strisce pedonali, per fare qualche esempio.

Da evidenziare che la medesima pena sarà applicata anche in caso di incidente mortale in acqua se chi guida l’imbarcazione procede ad una velocità superiore al doppio di quella consentita o se circola in uno specchio d’acqua nel quale non è consentita la navigazione.

C’è poi la revoca della patente, con differenziazioni: se si uccide qualcuno mentre si guida ubriachi la revoca arriva fino a 15 anni; fino a 20 anni, invece, se in passato si è stati già sottoposti all’alcotest. Se, infine, si guida in stato di ebbrezza e si supera il limite di velocità scatta la revoca massima dei 30 anni.

Le prime reazioni sono queste “Una buona notizia, uno straordinario passo avanti”, per il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, che sottolinea che è stato fatto “un ottimo lavoro, lo dovevamo a tutte quelle famiglie che hanno perso un figlio o un parente. Una prima battaglia vinta anche per loro”. Soddisfazione anche del vice ministro della Giustizia, Enrico Costa per il quale “è indifferibile un intervento per garantire una pena severa, ma soprattutto effettiva”.

Questo è un primo passo verso il “varo” definitivo della norma da molto attesa.


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