Pensioni, prima la riforma poi il rimborso. E’ questa l’ultima, incredibile ipotesi trapelata dai corridoi ministeriali, mentre si sta mettendo a punto la strategia per le rivalutazioni degli assegni bloccati dalla legge Fornero.

A meno di una settimana dalla sentenza della Corte costituzionale, siamo passati dalla restituzione integrale, a quella parziale, per arrivare infine all’idea di rimandare tutto a settembre, in attesa di completare le riforme in atto e di non gravare eccessivamente sulle finanze pubbliche.

Siamo, insomma, nel pallone più completo, pare di vedere. Il governo, per la mancanza di risorse, pare non avere idea di come muoversi, anche se ormai appare certo che i rimborsi, se ci saranno, avverranno in misura molto ridotta.


Giusto ieri, infatti, sembrava ormai certo il disegno del governo, che avrebbe rispolverato le rivalutazioni adottate dalla legge di stabilità 2014 dell’esecutivo Letta, assicurando piena rivalutazione solo entro i 1500 euro, con ulteriori fasce di restituzione decrescenti man mano che il reddito aumenta, per poi spegnersi del tutto a 2500 o 300 euro: i pensionati che percepiscono assegni di questa entità, insomma, potranno in ogni caso rassegnarsi a stare senza le attese rivalutazioni. L’intero pacchetto, per i conti pubblici, dovrebbe ammontare a 5 miliardi di costo.

Ora, però, come detto, a farsi largo è un’altra ipotesi: che il decreto annunciato dapprima per domani, poi rinviato a lunedì, possa infine slittare addirittura a dopo l’estate.

L’Inps, infatti, sembra molto impegnata in queste settimane, tra il debutto della busta arancione e l’armonizzazione delle date di consegna delle pensioni, che dovrebbe passare per tutti al primo del mese a seguito degli accordi con istituti di credito e Poste italiane.

Dall’altra parte, il governo avrebbe possibilità di respirare senza mettere in allarme Bruxelles, che sta già aspettando chiarimenti sull’eventuale esborso extra rispetto alle previsioni economiche. Dalle parti della Commissione europea ricordano bene, infatti, che l’Italia ha garantito di far scattare la clausola di salvaguardia qualora non avesse potuto rispettare i vincoli di bilancio. E questo tradotto, potrebbe portare a un immediato aumento dell’Iva: una strada ormai sempre più plausibile, anche alla luce dei pagamenti da assicurare ai pensionati e alla politica che non intende perseguire tagli oltre a quelli già programmati nel Def e negli altri documenti economici.

Se questo, dunque, dovesse diventare il calendario ufficiale, allora è possibile che le rivalutazioni arriveranno negli assegni dopo la presentazione dei correttivi alla legge Fornero, auspicati dallo stesso presidente Inps Boeri per il prossimo mese di giugno, con il governo che non ha espresso contrarietà, lasciando aperto lo spiraglio per introdurre il pensionamento anticipato. Le prossime ore saranno decisive.

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6 COMMENTI

  1. Sì, quota 100 , poi 104 .. considerando l’aspettativa di vita allungata : ma chi ha deciso che l’aspettativa di vita è così elevata da obbligare la gente ad andare in pensione a 66-68 anni? e poi qual’è lo stato psico-fisico di questo lavoratore di 66-68 anni? A mio avviso prima di definire quello che è equo (come dice un commento) e quello che non lo è, una persona dovrebbe provare a mettersi nei ruoli(panni) degli altri e valutare se un lavoratore riesce a dare brillanti risultati a 65-68 anni come li dava a 45-50! lavorare nel settore privato, in particolare, vuol dire essere oggigiorno sottoposti a continui aggiornamenti informatici, telematici e professionali di settore , il tutto portato avanti ad un ritmo continuo e “vagamente” stressante .
    Il commento delle quote è assoltamente ridicolo , vuol dire riqualificare la legge Fornero ! Io andrò in pensione a 70 anni? Chi vorrà un’assistente di direzione di 70 anni? Posso fare tutta l’attività sportiva che voglio, posso avere un sistema nutrizionale perfetto , posso farmi rifare con plastiche varie ma avrò sempre 70 anni e la mia agilità , la mia freschezza , la mia prontezza di riflessi non me la ridarà indietro nessuno e quindi solleverò solo compassione , forse anche pietà!

  2. Agente di commercio
    64 anni
    Fottuto da Fornero
    per 7 mesi
    Avrei maturato il diritto a giugno 2012
    Notare che di lavoro effettivo pagando regolarmente le tasse
    Ne ho fatti2 anni e 1/2 in piu .

    Mi mancano i bollettini inps di due anni
    E non trovano 4 mesi del mio primo lavoro
    Come dipendente (1973)
    Riscattarli dall INPS non si puo’.
    Mentre si può se ti rivolti a disonesti.

  3. Ritengo che la cosa più giusta ed equa sia quella delle quote, per esempio:
    quota 100 da valere sino al 2018 e poi degli scalini ogni 3 anni fino a 104 quota definitiva.
    Abolire i contributi figurativi per le pensioni superiori a 1200,00 euro.

  4. E per un autonomo, agente di commercio, che ha 60 anni, che ha 35 anni di contributi versati, e che negli ultimi 5 anni fatica a rispettare i termini di pagamento annuali inps/enasarco, la crisi ha messo in ginocchio l’attività lavorativa e di conseguenza le capacità mentali.. come si fa a tirare avanti? nessuna tutela, destinato a schiattare?

  5. Eppure la soluzione è nella legge. Basta disporre la possibilità della compensazione delle somme con imposte e tasse. Ci avvantaggia lo Stato, si semplifica il gravame e si rasserena tutto il mondo dei pensionati.

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