L’anticorruzione? Fattela da solo. I segretari comunali, sentendosi traditi dallo Stato che prosegue nell’iter della loro abolizione, decidono di rimettere i provvedimenti di nomina quali responsabili dell’anticorruzione e della trasparenza nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente del Senato, Pietro Grasso, del Presidente della Camera, Laura Boldrini, del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, del Ministro degli Interni, Angelino Alfano, del Presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone, e di quello della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri.

Sono centinaia le adesioni dei segretari alla lettera con la quale rinunciano all’incarico.
Il Senato ha approvato la delega contenuta nel DDL 1577, che sancisce l’abolizione della figura del segretario comunale, dopo 150 anni di vita che ha caratterizzato la storia degli enti locali.

La figura del segretario comunale e provinciale, dopo l’emanazione dei decreti delegati, sarà cassata dal novero delle figure istituzionali di questo Paese.
Questo sebbene il presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione, Raffaele Cantone, ben undici assemblee legislative regionali, sezioni dell’Anci, tantissimi sindaci ed amministratori locali, magistrati e docenti universitari abbiano manifestato dubbi e contrarietà rispetto all’ipotesi di abrogazione.
Al momento in cui i sindaci conferirono gli incarichi di responsabile anticorruzione, pressoché tutti i segretari comunali e provinciali in ogni parte d’Italia, accettarono pur nella consapevolezza che si trattava di un compito gravoso e ricco di responsabilità.


In quel momento il legislatore nazionale, però, dimostrava una grande attenzione alle azioni di contrasto ai fenomeni corruttivi ed individuava, di norma, nel segretario comunale (e provinciale) il soggetto che, meglio e più di altri, per ruolo e competenze, poteva svolgere il compito di responsabile della prevenzione della corruzione.
La Commissione di studio su trasparenza e corruzione nella P.A. (30.1.2012), già nella propria relazione, evidenziava che “il segretario è sempre stato anche strumento di garanzia della legalità e dell’imparzialità nelle amministrazioni locali … l’affidamento dei nuovi compiti anticorruzione non farebbe che esaltare questo ruolo”.
La fiducia che il legislatore nazionale aveva riposto nel segretario comunale e provinciale, con la L. 190/2012, è stata poi contraddetta dal governo Renzi che, senza supportarlo con alcuna motivazione, con il disegno di legge delega sulla pubblica amministrazione, ha previsto l’abolizione della figura del segretario comunale.

Dal ddl delega e da numerosi interventi del Presidente del Consiglio emerge la volontà di lasciare la politica libera di interferire anche sulle scelte di tipo meramente gestionale, di evitare verifiche e controlli dell’azione amministrativa, di assoggettare totalmente la burocrazia alla politica, puntando molto sugli incarichi di natura fiduciaria.
La pervicace azione di screditamento recentemente condotta nei confronti della categoria, sta rendendo, di fatto, impossibile per i segretari comunali proseguire l’attività di responsabile dell’anticorruzione e della trasparenza.
Lo stesso presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha evidenziato come già la mera ipotesi di abolizione abbia creato delle oggettive difficoltà nel percorso di collaborazione tra enti locali ed Autorità.

Adesso, qualora le dimissioni – al momento simboliche – dovessero essere confermate, si potrebbe aprire una nuova fase, con i sindaci che dovranno individuare, con presumibili grosse difficoltà, un nuovo soggetto disponibile ad assumere tali responsabilità, sempre che la Camera non recepisca le istanze, provenienti da più parti, di ripensare l’abolizione, magari stralciando dalla riforma che riguarda la Pubblica Amministrazione la norma che interesse i segretari comunali e provinciali, riparlandone nella sede più naturale che è la carta delle autonomie locali.


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5 COMMENTI

  1. Sig. Gerardo, apprezzo la sua posizione sulla necessità di indipendenza , (io dico terzietà più che sic et simpliciter indipendenza) del sgretario comunali nei confronti del potere politico. E’ quello che chiediamo da una decina d’anni dopo aver visto i risultati della fantastica riforma Bassanini. Ma da ciò a dire con o senza i segretari comunali mi sembra quanto meno contraddittorio. La provocazione della remissione dei decreti di nomina a responsabile anticorruzione è nel senso proprio della provocazione, anche se a me piacerebbe lasciare ad altri il cerino in mano. Come spero Lei ben saprà tutta la riforma Madia è incentrata sulla libera scelta da parte del potentato di turno di scegliersi tutta la dirigenza compreso il suo vertice che potrà anche non essere un ex segretario comunale. Ma con quali concreti rischi????? che con il testo approvato dal Senato, per pararsi il culo bisognerà prima di adottare qualunque atto monocratico pericoloso, farsi dare uno specifico e preciso atto di indirizzo politico poer evitare che la separazione della politica dalla gestione faccia sempre e solo condannare chi gestisce e faccia rimanere indenne chi occultamente decide.

  2. @ Francesco. Stiamo parlando di funzione specifica in materia di anticorruzione. In altro articolo ho espresso il mio pensiero sull’argomento. Per avere garanzia di legalità nell’azione amministrativa, al segretario comunale deve essere riconosciuta la stessa condizione di indipendenza e di autonomia dei magistrati. Ritengo che debba essere eliminato l’ibridismo che ha sempre segnato questa figura. Non è detto che la funzione debba essere svolta per forza dal segretario comunale, questa può essere affidata anche a figure specificamente previste. La funzione è necessaria, visti i tempi che corrono, con o senza i segretari comunali. Il mondo della P.A è cambiato per la vastità delle materie e per le sempre più pressanti esigenze dei cittadini, per cui l’azione e i procedimenti amministrativi richiedono un garante della legalità. Credo che le lettere di dimissioni diano un segnale poco comprensibile alla cittadinanza che vuole invece una presenza forte dello Stato nelle attività degli Enti territoriali, in cui si programmano e si spendono grandi quantità di risorse pubbliche. La rinuncia dei Segretari comunali, spingeranno gli Enti a liberarsi di questa figura, ormai divenuta inutile.

  3. Scusa, non ho capito la frase “la decisione dello Stato deve fare più solida e sicura la funzione del segretario comunale E andare avanti con o senza i segretari comunali”.
    Devono essere più “solidi e sicuri” o si deve andare avanti “con o senza”??
    La congiunzione “E” non va bene. Non si può disgiungere la “funzione” dalla formazione delle “persone” deputate a svolgerla. Non si può far passare la tesi che un quisque de populo vada bene, purché esista una “funzione”…
    Qui si parla di professionisti formati con un percorso tra i più seri, che prevede, per arrivare al top della carriera, ben TRE corsi-concorso.
    Tra l’altro, si inserisce questa scelta in un percorso del tutto scollegato dal testo unico degli enti locali (il cui il segretario è figura cardine).
    Pura cialtroneria legislativa.
    N.B. i giudici sarebbero LIETI di un po’ più di controllo “a monte” per non dover gestire tutto “a valle”.

  4. Il problema è semplice: o la figura del Segretario comunale è autonoma ed indipendente nei confronti della P.A, oppure è figura ibrida e in tal caso non garantisce il controllo di legalità dello Stato. Un centinaio di lettere di dimissioni rimesse al Capo dello Stato, dimostra che esiste un problema, ma di altra natura, che non attiene alla legge. Il Segretario comunale, convinto della sua funzione e forte della cultura giuridica agisce secondo legge anche nei confronti del Sindaco, dopo aver espresso il suo convincimento per iscritto. Conosco funzionari che per bloccare operazioni poco legittime hanno espresso pareri scritti che sono serviti ad arginare le richieste dell’amministratore. Dunque il rumore non servirà la buona causa di fermare la corruzione galoppante ed aprirà definitivamente le porte ai tantissimi infiltrati o mandati della criminalità nella vita pubblica amministrativa. Orbene la decisione dello Stato deve fare più solida e sicura la funzione del segretario comunale e andare avanti con o senza i segretari comunali. La magistratura, quella di prima linea, non ha ceduto le armi alla criminalità ( vedi Falcone e Borsellino, per il passato, Nino Di Matteo, per il presente)

  5. Vista la delicatezza del ruolo di responsabile della prevenzione della corruzione, in ordine alle concrete responsabilità anche penali che esso comporta, è quantomeno scontato che dei lavoratori delegittimati addirittura dalla parola “abolizione” non possano avere la serenità d’animo necessaria a svolgerlo, un ripensamento serio sulla questione è nell’interesse di tutti i cittadini.

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