Sono state depositate stamattina in Corte di Giustizia dell’Unione europea le conclusioni dell’Avvocato Generale sulla causa C-61/14, avente ad oggetto la questione relativa alla compatibilità del contributo unificato appalti italiano con la normativa comunitaria.

Le conclusioni dell’Avvocato Generale hanno suscitato grande soddisfazione in chi sta conducendo la battaglia per ricondurre il sistema italiano di tassazione dell’accesso alla giustizia amministrativa in materia di appalti ad una maggiore conformità al diritto europeo.

Per capire perché, abbiamo incontrato ed intervistato, a Bruxelles, subito dopo l’udienza, gli Avvocati Patrizio Menchetti e Carmelo Giurdanella, rappresentanti dell’associazione di consumatori Cittadini Europei, parte in causa.


Avvocato Menchetti, Avvocato Giurdanella, quali sono i punti fondamentali delle conclusioni dell’Avvocato Generale?

Avv. Menchetti: Sostanzialmente, l’Avvocato Generale ha escluso che la previsione di un contributo unificato più alto in materia di appalti sia, di per sé, incompatibile con la normativa comunitaria, ribadendo più volte che, però, essa può diventarlo qualora si traduca in un ostacolo significativo per l’esercizio del diritto alla difesa, ossia quando, come avviene attualmente in Italia, il versamento del contributo venga richiesto non solo per il ricorso introduttivo, ma anche per l’impugnazione di atti relativi alla stessa procedura oggetto del ricorso principale. Né tale incompatibilità sarebbe in alcun modo sanata dal fatto che il contributo venga rimborsato qualora siano accolte le conclusioni del ricorrente; tale eccezione, avanzata dalla difesa del Governo italiano, è stata, condivisibilmente, considerata irrilevante da parte dell’Avvocato Generale, che ha chiaramente affermato l’applicabilità dell’art. 47 della Carta di Nizza anche alle ipotesi in cui il tributo giudiziario che, per la sua particolare onerosità, limiti significativamente l’accesso alla giustizia, possa essere in seguito recuperato”.

Avv. Giurdanella:L’Avvocato Generale ha affermato che non è contrario alla normativa europea il fatto che uno Stato membro preveda al proprio interno un sistema di tassazione diversificato per il contenzioso amministrativo in materia di appalti pubblici, potendo il pagamento di un più alto contributo unificato costituire un sistema di finanziamento dei costi della giustizia ed un freno alle azioni temerarie, ma, allo stesso tempo, ribadisce che l’importo dovuto non debba essere talmente alto da ostacolare l’esercizio del diritto alla difesa, peraltro riconosciuto e tutelato anche dall’art. 47 della Carta di Nizza, norma sovente richiamata dall’Avvocato Generale. Tuttavia, la tassazione cumulativa posta in essere in Italia sarebbe una forma di dissuasione dal proseguire il giudizio del tutto sproporzionata e, pertanto, si porrebbe in contrasto con il diritto comunitario, poiché sarebbe, così, del tutto vanificato il ricorso”.

E’, dunque, condivisibile l’entusiasmo che le conclusioni hanno suscitato?

Avv. Menchetti: “E’ indubbio che si tratti di un entusiasmo assolutamente giustificato: si tratta, infatti, di una gran bella vittoria per i ricorrenti, perché gli importanti principi affermati nelle conclusioni consentono di restituire dignità al diritto di accesso alla giustizia amministrativa italiana in materia di appalti pubblici, nonché di riportare ad un piano di maggiore razionalità il sistema nazionale di tassazione degli atti giudiziari”.

Avv. Giurdanella: Le conclusioni dell’Avvocato Generale depositate oggi hanno segnato un importantissimo passaggio per le imprese, le quali potrebbero, finalmente, avere la possibilità, qualora vogliano proporre ricorso dinanzi al giudice amministrativo in relazione a procedure ad evidenza pubblica, di conoscere fin dall’inizio quanto l’azione giudiziaria inciderà sulle proprie finanze, indipendentemente dal numero di atti della procedura che si renderà necessario impugnare”.

Quali saranno le implicazioni delle conclusioni dell’Avvocato Generale sulle sorti del contributo unificato?

Avv. Menchetti: Si dovranno, chiaramente, attendere la decisione della Corte e le determinazioni del giudice del rinvio nazionale, ma sarà interessante vedere cosa succederà nel nostro ordinamento, atteso che, quando si deve dare applicazione al diritto comunitario, il giudice nazionale ha poteri più ampi di quelli previsti dal codice di procedura interno, così come sancito dalla stessa Corte di giustizia con la sentenza Factortame”.

Avv. Giurdanella:Se non dovessero esserci colpi di scena, le conseguenze sul contributo unificato dovrebbero riguardare solo il quantum del tributo e non, invece, l’an dello stesso. Tuttavia, rimane ancora da chiarire se il pagamento dello stesso sia dovuto una tantum per tutti i gradi di giudizio o se, invece, il cumulo sia illegittimo solo all’interno del singolo grado di giudizio. Rimaniamo in attesa degli sviluppi”.

Qualche ultima considerazione sulle conclusioni?

Avv. Menchetti:Terrei a sottolineare che si tratta di conclusioni apprezzabili, in particolar modo, per il fatto di essere le stesse il logico e coerente esito del ragionamento condotto dall’Avvocato Generale, il quale, già all’udienza dell’11 febbraio scorso, aveva posto l’attenzione sulla natura di tributo giudiziario cumulativo del contributo unificato, chiedendo chiarimenti sulla circostanza che, perché venga rispettato il principio di concorrenza nelle gare ad evidenza pubblica, l’impresa debba necessariamente impugnare, con le correlate spese, una serie di atti”.

Avv. Giurdanella: Mi ha molto colpito l’incipit, nel quale l’Avvocato Generale cita la frase ironica, attribuita al giudice del XIX secolo Sir James Matthew, «in Inghilterra la giustizia è aperta a tutti, come l’Hotel Ritz», chiedendosi se anche per i procedimenti amministrativi in materia di appalti in Italia si possa dire lo stesso. Si tratta, infatti, di un’introduzione dalla quale traspare la filosofia che permea le conclusioni stesse, caratterizzate da un’analisi obiettiva e ragionata della questione”.

Intervista a cura di Graziana Muratore


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