Quota 96 ed esodati, mentre la riforma pensioni inizia a prendere corpo, si profilano nuove e forse risolutive misure per i “dimenticati” del welfare.

Nelle scorse settimane, ha iniziato a montare con forte convinzione l’onda della rivisitazione in tema pensionistico, con alla carica addirittura il presidente Inps Tito Boeri, il quale ha confermato come sia necessaria e non più rinviabile una revisione sul sistema di concessione degli assegni previdenziali.

Tra le varie misure annunciate, figurano sia l’omologazione al primo del mese dei giorni in cui verrà erogato l’assegno ai pensionati, così come il debutto a lungo atteso della busta arancione, che diventerà telematica a vent’anni dal suo annuncio. Un servizio grazie al quale i lavoratori potranno conoscere l‘ammontare della pensione maturata e gli anni di contributi ancora di fronte per il raggiungimento dei requisiti minimi.


Ma, come tristemente noto, negli ultimi anni anche molti cittadini che hanno messa da parte contributi e anzianità lavorativa a sufficienza per riscuotere l’agognato assegno, si sono visti negare il diritto di accedere al trattamento previdenziale.

In particolare, questa situazione ha riguardato moltissimi esodati, i lavoratori che, a seguito della riforma Fornero, si sono ritrovati all’angolo avendo già preso accordi per il traghettamento alla pensione, senza che questo potesse arrivare in ragione del cambio di requisiti operato dalla riforma.

Ancora più grave, per l’errore commesso, la situazione dei Quota 96 della scuola, insegnanti, dipendenti, amministrativi dell’istruzione pubblica, già destinati alla pensione dall’agosto 2012 e invece costretti a rimanere in servizio per un difetto nel testo della legge che non contemplava il calendario scolastico che, come noto, termina il 31 agosto e non il 31 dicembre.

Così, anche se dei 4mila inizialmente coinvolti, alcuni hanno lasciato il lavoro in base al raggiungimento dei nuovi requisiti, rimangono da sanare ancora diverse centinaia di situazioni, che dovrebbero trovare rimedio entro la fine dell’anno.

Quota 96 ed esodati: le nuove proposte

Per i Quota 96 ancora in servizio, sembra davvero imminente l’ultima campanella: alla fine dell’anno scolastico, infatti, dovrebbero essere tutti regolarmente pensionati.

Da una parte, quanti avranno maturato i requisiti in base alla normativa vigente, non avranno problemi a lasciare la cattedra, mentre per chi, pur essendo passato oltre Quota 100, ancora non è riuscito a superare le soglie minime per l’assegno, dovrebbe ottenere il diritto alla pensione in deroga alla legge Fornero e dunque in base ai vecchi requisiti.

Si tratta di un disegno di legge che è stato depositato nei giorni scorsi in commissione Lavoro e che include anche la nuova salvaguardia per gli esodati.

Si tratta di ben 26mila posizioni a cui viene offerta copertura, al fine di risolvere le situazioni ancora in sospeso per effetto del cambio di legge sul welfare.

Nel testo si cerca di estendere di altri 12 mesi, cioè fino al 6 gennaio 2017, i termini per la decorrenza alla pensione dei profili già inclusi nella precedente salvaguardia. Costo della misura, quasi un miliardo e mezzo di euro che andranno a vantaggio di lavoratori licenziati, in mobilità, prosecutori volontari e le altre categorie tipiche dell’esercito esodati.

Forse, non sarà il rimedio definitivo per tappare la falla degli esodati, anche in luce delle tante pensioni che l’Inps deve ancora erogare, ma sicuramente se il ddl venisse approvato si tratterebbe di un ulteriore passo avanti per la soluzione di questo dramma sociale.

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5 COMMENTI

  1. Ancora una volta non capisco la vergogna di aver privilegiato chi aveva la 104 nel 2011 ( per familiari ormai defunti).Possibile che non ci sia niente da fare contro certe assurdità?Qualcuno mi risponda per favore!

  2. Lo scrivente ha 59 anni , 37 di contributi , disoccupato da 3 anni per chiusura sito multinazionale , invalido iscritto lg. 68/99 collocamento al lavoro obbligatorio.
    Ma quale obbligatorio , secondo i preposti al collocamento , non ho alcun diritto al lavoro,della serie rompete le righe e si salvi chi puo’, questo paese e’ il Burundi d’Europa, senza offesa per il Burundi.
    Mi sono chiesto , qualcuno mi dara’ delle spiegazioni , cosi’ ho inviato lettere raccomandate a.r. agli ultimi 3 capi di governo , e agli ultimi 3 ministri del lavoro,nonche’ alle massime cariche dello stato : risultato lettera morta , ho inviato allora un’ultima raccomandata al comitato europeo per le petizioni, da cui a stretto giro ho avuto una risposta . in uno stato in cui i giornalisti sono pensionati, con 35 anni di contributi, cosi’ invece pure gli impiegati della forza pubblica, perche’ gli invalidi non possono avere un lavoro secondo la legge 68/99, o un piu’ equo pensionamento anticipato.
    Qualcuno in alto mi puo’ dare uno straccio di risposta.

  3. qualsiasi parola è superflua, tanto al mio paese si dice che hanno fatto la faccia e il culo
    la stessa cosa ,ma nienti li smuove,sono persone che non hanno dignità e rispetto per le persone,se ci fosse mussolini li manderebbe ad AUSCWIZ a lavori forzati .la rabbia di noi cittadini cresce sempre sempre di piu’,non so dove arriveremo

  4. Troppo tempo è passato dal Dicembre 2011, quando l’ inettitudine e l’ insipienza di una “distratta “” Fornero ha cambiato la vita di migliaia di insegnanti quota 96, sconvolgendo progetti e aspettative.
    Tanti governi si sono succeduti e loro autorevoli esponenti hanno dichiarato essersi trattato di un errore pacchiano, cui certo avrebbero rimediato. Ho mandato innumerevoli messaggi ad esponenti politici di primo piano e ho capito che la possibilità di interloquire è solo teorica e propagandistica: non rispondono, dimostrando di non avere alcun contatto vero col cittadino.
    Ho anche capito perché l’ Italia è oltre il settantesimo posto quanto a libertà di stampa ed informazione, avendo contattato a più riprese le maggiori testate nazionali e le redazioni dei vari talk-show, senza trovare mai vera risonanza: evidentemente la negazione per anni di un diritto sacrosanto non è degna di una battaglia mediale.
    Riconosco l’ impegno di alcuni politici che c’ hanno provato, ma non capisco la loro arrendevolezza, quasi non avessero l’ orgoglio di battersi fino in fondo per una causa giusta, quale il riconoscimento tardivo di un diritto.

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