Il governo ha diffuso il testo definitivo del Documento di economia e finanza 2015 approvato venerdì 10 aprile in Consiglio dei ministri. Dopo la diffusione di notizie circa l’aumento delle tasse, quando non della stessa aliquota Iva dal 22 al 25,5%, il governo ha cercato di ribaltare la fama di questo provvedimento.

Per mezzo di una corposa pubblicazione nel sito ufficiale del ministero dell’Economia e delle Finanze, che riportiamo integralmente, l‘esecutivo ha cercato di mettere in luce come, dal computo del Def, potrebbe sbucare anche un piccolo tesoretto, da utilizzare in ambiti ancora da definire, ma, nelle promesse del premier Renzi, dovrà andare ad aiutare alcune fasce svantaggiate.

I numeri del Def 2015


Il Def disegna un quadro economico in ripresa nei prossimi due anni, con un Pil dato finalmente in segno positivo dopo un triennio costantemente negativo, allo 0,7%.

Per il 2016, poi, la produttività dovrebbe crescere dell’1,4%, con aumento ulteriore nel 2017 all’1,5% e all’1,4% per il 2018. Tutte proiezioni in crescita rispetto alla precedente rilevazione dell’autunno 2014.

C’è poi il capitolo del rapporto deficit/Pil, che dal 2,6% del 2015, dovrebbe scendere progressivamente all’1,8% il prossimo anno e allo 0,8% del 2017, fino al pareggio completo del 2018. La differenza tra defitic programmatico e tendenziale, che differisce di circa un decimo di punto percentuale, dovrebbe produrre il bonus annunciato da Renzi.

Tesoretto. Secondo i conti del governo, il valore del tesoretto ammonta a 1,6 miliardi e potrebbe avere una di queste due destinazioni: gli incapienti, che no hanno usufruito del bonus 80 euro, oppure gli esodati ancora in attesa di salvaguardia.

Enti locali. Si sono ammorbidite le posizioni dei Comuni in seguito agli incontri con il governo: lo stesso presidente Anci Piero Fassino ha usato toni più concilianti nei confronti del governo, dopo le frizioni della prima ora che avevano fatto temere ai municipi di essere oggetto di nuovi e insopportabili tagli. Sono in corso incontri assidui tra Sergio Chiamparino – presidente conferenza Regioni – e i ministri Padoan e Lorenzin, per definire gli interventi sulla sanità

Ora toccherà al Parlamento esprimersi sul Documento; entro la fine del mese di aprile due sezioni tra quelle inserite dal Mef come capitoli del Def saranno inviate al Consiglio dell’Unione Europea e alla Commissione europea a Bruxelles.

 

Sezione I – Programma di stabilità 
Sezione II – Analisi e tendenze della finanza pubblica

Sezione II – Nota metodologica
Sezione III – Programma Nazionale di Riforma
Sezione III – Programma Nazionale di Riforma – Appendice

Allegati al DEF

Le Spese dello Stato nelle Regioni e nelle Province Autonome
Programma delle infrastrutture strategiche del Ministro infrastrutture e trasporti
Rapporto sullo stato di attuazione della riforma della contabilità e finanza pubblica
Relazione del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate
Relazione sui fabbisogni annuali di beni e servizi della P.A. e sui risparmi conseguiti con il sistema delle convenzioni Consip


1 COOMENTO

  1. PERCHE’ RENZI PARLA DI BONUS?
    Semplice: perché il Malox compresse lo fa prendere agli Italiani.

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