Ore contate per l’invio dei bilanci 2014 da parte degli enti locali. La chiamata, in particolare, riguarda Province e Comuni obbligati al rispetto dei vincoli del patto di stabilità indicati dal decreto Mef pubblicato sabato 28 in Gazzetta ufficiale.

E’ un periodo di profondi cambiamenti e di scadenze importanti per gli uffici, specie quelli contabili, delle amministrazioni pubbliche, che, nell’arco di pochissimi giorni, avranno a che fare, rispettivamente con fatturazione elettronica, bilanci e spesometro. Il tutto, mentre le amministrazioni stanno cercando di adeguarsi a novità problematiche come lo split payment. E meno male, verrebbe da dire, che l’invio dei bilanci preventivi 2015 è stato rimandato al 31 maggio: senz’altro, una proroga quest’anno più giustificata che in passate occasioni.

Insomma, dalle parti delle direzioni contabili degli enti locali è una fase molto concitata, in cui gli uffici e le procedure interne devono rapidamente adattarsi a queste nuove direttive impartite dal governo centrale.


Delle scadenze alle porte, quella che sicuramente coglierà meno alla sprovvista le PA di tutta Italia, è quella che obbliga i soggetti del governo locale all’invio dei bilanci relativi all’esercizio annuale dell’ente.

In particolare, i soggetti obbligati sono:

le Province;

i Comuni con popolazione superiore ai 1000 abitanti.

Allora, visti i recenti cambiamenti, anche questa scadenza non darà grandi garanzie ai responsabili degli enti, dal momento che, con la legge Delrio, gli enti provinciali sono in via di dismissione e alcuni hanno del tutto chiuso bottega.

In questi ultimi casi, saranno le sostitute città metropolitane a doversi occupare sia del raggiungimento degli obiettivi di bilancio e di rispetto dei vincoli di spesa sanciti dal patto di stabilità relativamente la 2014, che del saldo preventivo in relazione all’anno in corso.

Come si invia. Per svolgere l’adempimento, l’amministrazione centrale ha messo a disposizione degli enti e dei responsabili finanziari il portale http://pattostabilitainterno.tesoro.it, a cui gli enti dovranno inviare tassativamente entro il 31 marzo 2015 la certificazione del saldo finanziario in termini di competenza misto. L’atto andrà firmato digitalmente dal rappresentante legale, dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione economico-finanziaria. Questa operazione garantirà la ricezione dei dati da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze e in particolare del servizio della Ragioneria di Stato.

Per i mancati raggiungimenti degli scopi di bilancio individuati in sede centrale – e gli eventuali enti non soggetti a questi regimi – bisognerà ricorrere al prospetto “Certif.2014/A”, per attestare i canoni di spesa entro cui lo sforamento è avvenuto.

Eventuali mancate certificazioni, saranno valutate come irregolari e dunque incorreranno in provvedimenti, Comunque, entro i primi sessanta giorni dopo la scadenza – dunque, entro giugno – l’invio in ritardo comporterà la sola sanzione per mancato divieto di assunzione personale. In seguito, fino al mancato invio viene sospesa qualsiasi operazione di trasferimento per i successivi trenta giorni.

Qui uno specchietto dettagliato sulle sanzioni

SanzioniPattoEnti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le funzioni economali negli enti locali

Le funzioni economali negli enti locali

Salvio Biancardi, 2015, Maggioli Editore

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