Decreto banche, c’è la legge nonostante le mille polemiche. E’ stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale di ieri, 25 marzo 2015, il testo definitivo di conversione del decreto legge sulle banche popolari – ma non solo – varato dal governo nei mesi scorsi, in un mare di contestazioni che hanno investito gli istituti popolari mettendo a rischio la buona riuscita dell’operazione.

Secondo quanto stabilito dal decreto, ora diventato legge, infatti, viene disposto il passaggio delle banche popolari a Società per azioni, un provvedimento che ha fatto parecchio discutere per il coinvolgimento del padre del ministro Maria Elena Boschi nel cda di uno degli istituti coinvolti nella riforma, la banca dell’Etruria.

In ogni caso, l’ok al decreto finale è arrivato martedì 24 marzo al Senato, in un clima di grande affanno dovuto sia alle polemiche di cui si diceva, sia all’imminente decadenza del provvedimento, che sarebbe avvenuta proprio ieri. Così, all’ultimo respiro il testo è passato riuscendo ad approdare in Gazzetta ufficiale, nonostante le mille traversie.

Cosa prevede la riforma delle banche

La legge contenente “misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti”, numero 33/2015 del 24 marzo, prevede che l’attivo delle banche popolari non possa andare oltre agli 8 miliardi di euro. Oltre tale soglia, per gli istituti di crediti di azionariato popolare non ci sarà altra strada che trasformarsi in società per azioni.

Secondo quanto stabilito dal decreto, poi, i soci persone giuridiche potranno esprimere fino a un massimo di cinque voti nelle decisioni riguardanti l’istituto. Viene concesso, comunque, un tetto relativo al 5% dei diritti entro un biennio, pur se in presenza di un socio con quote più ampie di capitale.

In aggiunta, la nuova legge sancisce un limite massimo di 12 giorni per la portabilità del conto corrente, che deve essere garantita senza oneri aggiuntivi o rincari sia dalle banche che da enti che forniscano servizi di pagamento come le Poste. Per chi sgarra, vengono introdotte sanzioni in base al Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

Agevolazioni fiscali. Viene ampliata la platea di imprese che potrà accedere ai sostegni e alle agevolazioni previste per le start-up innovative: incluse anche le realtà con massimo sette anni di età, società di capitali o cooperative, al di sotto dei 250 dipendenti e dei 50 milioni di fatturato.

Brevetti. D’ora in avanti, i marchi industriali vengono compresi tra le attività non materiali per cui si applicano i benefici fiscali e il regime di patent box. Si tratta di una delle materie più discusse della legge, cioè il regime opzionale di tassazione agevolata in base alla recente legge di stabilità 2015. In sostanza, viene escluso il reddito complessivo del 50% – che passerà al 30 e al 40% nei successivi due anni -in base a opere derivanti da brevetti, marchi industriali, processi e procedure inerenti il progresso scientifico in campo industriale.

Cambia la Sabatini. Nel decreto ora convertito in legge viene introdotta una modifica alla legge Sabatini, prevedendo che le banche possano ricorrere, riguardo a finanziamenti per finalità di investimento, anche al portafoglio appositamente costituito presso la Cassa depositi e prestiti.

VAI AL TESTO FINALE DELLA LEGGE SULLE BANCHE POPOLARI


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