Pubblicata ieri in Gazzetta ufficiale la road map per il censimento delle società partecipate, mentre ancora è notte fonda sui rimedi invocati dall’analisi dell’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli.

In particolare, questa volta a finire sotto la lente del decreto interministeriale emanato parallelamente da Ministero dell’Economia e della Funzione pubblica sono le banche dati delle società partecipate in capo alle amministrazioni centrali e locali.

Il provvedimento stabilisce che tutte le Pa e gli enti pubblici inseriti nell’elenco Istat apposito debbano inviare i dati sul settore di attività, i risultati di bilancio, le attività svolte, gli oneri, ivi compresi amministratori e stipendi.


Le informazioni dovranno essere inserite attraverso il solito portale https://portaletesoro.mef.gov.it/ aperto nel 2010, nella prima edizione del censimento che oggi si replica.

E’ infatti da cinque anni che alle pubbliche amministrazioni sono richiesti chiarimenti sullo stato di salute delle proprie attività in partecipazione, dei conti e dell’organigramma sugli enti controllati. E proprio sulla base dei dati raccolti negli ultimi anni si basava lo studio di Cottarelli, che ha riconosciuto come le società collegate alla macchina pubblica superino le 8mila, per un totale di oltre 36mila partecipazioni a vario titolo.

E proprio a questo mare di enti più e meno attivi, l’ex commissario Cottarelli aveva suggerito di tagliare risorse, riducendo sensibilmente il numero degli organismi riconducibili a questa galassia ben poco nota nelle sue diramazioni.

Al momento, però, il piano di snellimento non è stato neanche attivato, e il censimento ora indetto non fa altro che rispettare la consuetudine in vigore da ormai cinque anni, anche se nei proclami governativi ogni volta che si accenna al problema delle partecipate, si promette di intervenire in breve tempo per tranciare via tutte quelle ritenute inutili.

Un utile strumento per orientarsi nella selva delle società partecipate in Italia, è certamente il volume aggiornato Le società partecipate dagli enti locali dopo la legge di stabilità 2015“, a cura dell’esperto e blogger di LeggiOggi Michele Nico, Dirigente del Settore Decentramento del Comune di Verona.

L’opera analizza i nuovi obblighi per i Comuni al di sopra i 15mila abitanti, gli obiettivi di contenimento della spesa, e presenta le indicazioni operative per lo svolgimento della corretta pratica amministrativa dentro e fuori dall’ente.

Suddiviso in quattro parti, dedicate, rispettivamente ai servizi pubblici, ai controlli a cui la società è sottoposta, all’opportunità e liceità di gare, trattative e affidamenti diretti, fino al delicato capitolo dell’esternalizzazione, il volume di recentissima uscita copre tutte le ricadute che la normativa, in vigore e appena rivista, può operare sulle società partecipate.

 

 


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