Il decreto Milleproroghe è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è così pienamente in vigore, nel rispetto dei tempi prefissati. A seguito della doppia fiducia in Parlamento, dunque, si è chiuso il cammino a tappe forzate per il provvedimento di proroga dei termini.

Complice anche l’elezione del presidente della Repubblica che, nel mese di gennaio, ha bloccato i lavori parlamentari per almeno due settimane, il decreto Milleproroghe è arrivato agli sgoccioli del margine concesso per la conversione, ma, alla fine, con il dibattito ridotto all’osso e il testo blindatissimo dalle questioni di fiducia poste dal governo, il testo ha avuto il via libera.

Così, sono in vigore tutti i termini di rinvio definiti sia nella stesura originale del decreto che nelle modifiche apportate nel primo passaggio alla Camera dei deputati, dove il governo aveva deciso di porre la fiducia al testo uscito dalla Commissione per ridurre i tempi.


 

Cosa c’è e cosa no

Il Milleproroghe 2015, infatti, sarebbe scaduto alla fine della precedente settimana. Ragione per cui, anche in Senato, non è stato possibile introdurre ulteriori novità, malgrado le pressioni che da più parti arrivavano al fine di inserire capitoli ignorati, come la riduzione dell’Iva sul pellet. E invece, quello dell’imposta sulla materia prima comune in mote case per il riscaldamento a basso costo, è finita sotto il regime del 22%, dal 10% mantenuto fino allo scorso 31 dicembre.

Una materia che ha ottenuto il ripristino, sospendendo, di fatto, gli effetti contenuti nella legge di stabilità 2015, è stato senza dubbio il regime dei minimi, quadro contributivo che riguarda le partite Iva, che potevano fregiarsi dell’imposta sostitutiva al 5%, sempre che i titolari fossero under 35 e, insieme, non avessero fatturato più di 30mila euro all’anno. Ora, il vecchio regime torna in funzione per tutto il 2015 e i soggetti che avvieranno un’attività potranno decidere per quale dei due sistemi impositivi optare.

Rinvii poi per gli sfratti, le accise, l’attuazione dei minimi richiesti ai Caf e alla sanatoria per le delibere in ritardo sulla Tari.

Qui tutti i rinvii del Milleproroghe

Qui il testo definitivo pubblicato in Gazzetta


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2 COMMENTI

  1. Altre mille fregature per noi sciagurati. Svegliamoci che è l’ora. Ciao a tutti.

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