Il governo degli annunci ha colpito ancora? I più critici verso l’operato di Matteo Renzi non avranno digerito la notizia secondo cui la riforma della scuola – e la possibile indizione di un nuovo concorso a cattedre – che doveva essere presentata oggi, è slittata.

In realtà, questa volta il rinvio, almeno nei tempi, sembra poca cosa: la nuova scadenza è già fissata al prossimo martedì 3 marzo, giorno in cui si dovrebbe tornare a riunire il Consiglio dei ministri.

In quell’occasione, infatti, dovrebbero essere presentati i due provvedimenti su cui negli ultimi giorni hanno messo la faccia prima il presidente del Consiglio Matteo Renzi e, poi, anche il ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini.


L’imminente presentazione di un decreto e di un disegno di legge, infatti, è stata confermata in audizione alle Camere anche dallo stesso titolare del Miur: dunque, non resta che aspettare ancora qualche giorno prima di conoscere i contenuti dei provvedimenti che l’esecutivo Renzi ritiene necessari per riformare la scuola italiana, e in particolare il suo corpo docenti.

I contenuti della riforma

Ancora non si conoscono i testi che il governo porterà in Consiglio dei ministri, ma alcuni punti chiave sono trapelati nei giorni scorsi, in particolare sui criteri con cui saranno assunti i 150mila precari, come promesso all’inizio di questo anno scolastico, entro il prossimo settembre.

A essere privilegiati saranno coloro che intasano le graduatorie ad esaurimento, con precedenza ai supplenti in attesa da non meno di 36 mesi. E’ possibile, poi, che a essere eliminati dalle graduatorie siano coloro che non hanno mai svolto un’ora di lezione: stimati, questi ultimi, in circa 25mila unità.

L’inserimento in ruolo, comunque, non si chiuderà il prossimo mese di settembre, ma proseguirà nell’arco dei due anni successivi, almeno, con l’obiettivo di liberare le graduatorie a esaurimento.

Il concorso scuola 2015, dunque, è destinato a slittare? Ancora non c’è nulla di certo, senonché il governo ha specificato a chiare lettere che i prossimi assunti nei ranghi degli insegnanti dovranno arrivare assolutamente dai bandi per docenti. In proposito, una cattedra sarà riservata anche agli idonei dei precedenti appuntamenti, che ancora non sono entrati in ruolo.

Quota 96

Non si sono ancora chiuse le speranze dei Quota 96, professori e dipendenti Ata che hanno visto chiudersi la possibilità di andare in pensione al 31 agosto 2012 per il famoso errore nella legge Fornero. Dopo la recente circolare del ministero della Funzione Pubblica, ci si attnde una pronuncia definitiva del governo sull’argomento, che potrebbe arrivare proprio con il decreto previsto per martedì prossimo.

 


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4 COMMENTI

  1. si vede che sei uno di loro, cioe’ un paraculo. Se avessi lavorato come un ciuccio dall’eta’ di quindici anni e, nel momento in cui credi di essere arrivato al traguardo della pensione dopo 38 anni di lavoro serio nella scuola ti allungano l’eta’ pensionabile di 5 anni,ti senti di fottere.

  2. Lavoro come insegnante materna in una scuola paritaria ,raggiungerei quota 96. Chiedo : anche chi insegna nelle scuole paritarie quindi non statali, può usufruire del pensionamento secondo tale quota ?

  3. Evitate di sperare cari QUOTA96!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Morirete prima,oramai la nostra pensione è diventata un miraggio in un’oasi.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Signori miei, IO ci ho messo la faccia ….mia madre me ne ha fatta una sola,
    VI ho già detto che la vostra è una legittima aspirazione NON un DIRITTO !!!
    Ma questi quota 96 ancora rompete ? Io non sono spregiudicato sino al punto
    di rimangiarmi il mio giudizio ! Avete studiato, Vi diamo i nostri figli da formare,
    assumete atteggiamenti da persone mature e smettetela “co sta quota 96”. Capito?

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