Ormai si attende solo il 20 febbraio, il giorno in cui il governo dovrebbe presentare l’intera politica fiscale del 2015 e degli anni a venire. In quel giorno, infatti, ci sarà un Consiglio dei ministri annunciato a più riprese, con una sfilza di provvedimenti che dovrebbero rivoluzionare il comparto tributario, quello delle libere attività imprenditoriali e commerciali perfino quello del credito.

Nei giorni scorsi, abbiamo annunciato come un emendamento sulle partite Iva fosse stato inserito nel decreto Milleproroghe, con la conferma del ripristino del vecchio regime a imposta sostitutiva del 5% anche per l’anno in corso. Ora, sembra che nel Consiglio dei ministri di venerdì venga presentato un provvedimento ad hoc per gli autonomi, che dovrebbe contenere alcune delle misure invocate negli ultimi mesi, mentre il governo rivolgeva altrove le sue attenzioni. Questi, almeno, sono gli auspici dei titolari di attività commerciali e di servizi.

Nuove tasse


Ma il vero colpo potrebbe arrivare, sempre nel Consiglio dei ministri di venerdì a seguito della conferma di una nuova, imminente tassa che andrebbe a colpire il già martoriato comparto dei versamenti bancari. Tra imposte di bollo e tassi di interesse, infatti, non si può dire che i depositi dei contribuenti se la passino benissimo negli istituti di credito.

Ora, secondo le anticipazioni, sarebbe in arrivo una nuova imposta sull’utilizzo del contante: sarebbe infatti in arrivo, a partire dal 2016, un’imposta proporzionale sulle ricevute rilasciate da banche o uffici postali a seguito di versamenti quotidiani superiori a 200 euro. Questo, ovviamente, al fine di disincentivare il ricorso al denaro contante e, in prospettiva, fare emergere ulteriori sacche di evasione.

Scontrini

Era stato annunciato nei mesi scorsi, poi, un altro provvedimento shock per l’economia e in particolare per le vendite al dettaglio: l’abbandono degli scontrini fiscali cartacei e dei registratori di cassa. Ora, sembra che questo scenario sia davvero destinato a diventare realtà, anche se non prima del 2017. L?obbligo sarà in vigore per commercianti, artigiani e studi professionali, così come la grande distribuzione di iper e supermercati, o, ancora, chi vende prodotti mediante distributori automatici.

 


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