E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legislativo che attua la riforma della difesa d’ufficio, così come annucniato dopo l’ultimo consiglio dei ministri dal governo, in primis dal ministro della Giustizia Orlando.

Ed è proprio il successore di Anna Maria Cancellieri ad aver firmato in prima persona il provvedimento che trasforma l’istituto della difesa obbligatoria, a seguito delle linee guida diramate dalla riforma forense di fine 2012.

Siamo, dunque, a un nuovo atto della riforma, forse tra gli ultimi per portare a termine l’attuazione della legge che ha ridefinito la professione dell’avvocato. Due anni dopo l’approvazione – che avvenne nel mese di dicembre – siamo dunque ancora nel pieno del processo di entrata in vigore di un provvedimento molto discusso, che non smette di fare discutere.


Quello della difesa d’ufficio, per la verità, è uno dei provvedimenti meno discussi, un rinnovamento preannunciato nel testo della legge e confermato dall’esecutivo Renzi, che lo ha portato in Consiglio dei ministri nei giorni scorsi per poi spedirlo direttamente in Gazzetta per la conferma definitiva.

Le novità del decreto

Albo. Viene predisposto dal Cnf l’elenco alfabetico nazionale e unico  degli avvocati iscritti negli albi, disponibili ad assumere le difese d’ufficio. Sarà necessario presentare almeno uno di questi requisiti:

Aggiornamento. Partecipazione a un corso biennale di formazione e aggiornamento professionale in materia penale.

Competenza. Iscrizione all’albo da almeno cinque anni ed esperienza comprovata nella materia penale.

Qualifica. Conseguimento del titolo di specialista in diritto penale.

In aggiunta, il provvedimento detiene le specifiche per inoltrare la domanda di inserimento negli elenchi dei difensori d’ufficio e anche i requisiti per ottenere, a cadenza annuale, la conferma da parte del Cnf di presenza all’interno delle liste.

Vai al testo del decreto sulla difesa d’ufficio


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