Nei giorni scorsi, la voce aveva iniziato a circolare con insistenza. Ma ora è ufficiale: per il 2015, le nuove partite Iva potranno accedere anche al regime in vigore fino al 31 dicembre 2014, rimpiazzato dal nuovo assetto sfavorevole per i contribuenti minimi.

Lo hanno confermato, ieri, Maino Marchi (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi) la coppia di relatori al decreto Milleproroghe 2015, nel quale dovrebbe essere inserito un emendamento che ripristinerà il precedente regime fiscale.

Attualmente, il decreto di fine anno si trova alla Camera, dove è sottoposto all’esame delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali. Il tempo, però, stringe per la conversione del provvedimento: i 60 giorni concessi per tramutare il decreto in legge dello Stato, infatti, sono ormai agli sgoccioli.


Al testo mancano ancora entrambi i passaggi parlamentari, ma c’è da attendersi che nei prossimi giorni arrivi un’accelerazione decisiva: la prossima settimana, con ogni probabilità, sarà quella in cui il Milleproroghe 2015 otterrà il via libera dalla Camera, per poi passare al Senato per un passaggio di mera ratifica.

E’ a Montecitorio, infatti, che il provvedimento sta subendo significativi cambiamenti, tra cui anche il ritorno alle origini del regime dei minimi, anche se potrebbero restare ritoccate le soglie di reddito entro cui sarà possibile avvalersi dell’imposta sostitutiva del 5%, anziché quella al 15% avviata con la legge di stabilità 2015. Due le strade di fronte: o attuare una proroga alla legge già in vigore, per tutto il 2015, oppure, nell’anno in corso, consentire la scelta – ovvia – tra le due modalità di contributo. 

Gli altri emendamenti al Milleproroghe

I sindacati hanno alzato gli scudi nelle ultime ore sul capitolo sfratti. E’ in preparazione un emendamento che dovrebbe consentire uno slittamento di altri tre mesi dell’esecutività sugli sfratti a seguito della scadenza del contratto di affitto.

Equitalia. Verranno riallungati i termini per ottenere la rateazione delle cartelle notificate da parte dell’ente deputato alla riscossione dei tributi non versati. Il massimo consentito dovrebbe ammontare a 72 rate mensili, con possibilità di proroga di concessione del nuovo piano al prossimo 31 luglio.

Cervelli. Si valuta anche rinvio di due anni degli incentivi finalizzato al rientro dei cervelli e l’innalzamento dell’anticipo sugli appalti al 15%.

Qui il testo del decreto Milleproroghe

 


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2 COMMENTI

  1. Se lo Stato ha diritti e doveri nei confronti dei cittadini, il cittadino come fa ad avvalersi dei propri diritti e doveri alla luce di frodi corruzione traffici illeciti insomma davanti ad enormi sprechi e abusi di poteri che i nostri politici si sono fatti a misura per interessi propri e non per la collettività per il quale sono eletti per tutelare gli interessi del paese e della stessa collettività. Perchè dovremmo ancora essere minacciati da equitatalia quando ormai non ci sono più soldi per poter rispettare scadenze e adempimenti normali ma che il potere di acquisto ce lo impedisce, tutte chiacchiere di ciò che si dice su sviluppo occupazione risparmi crescita ,venissero a vivere realmente la quotidianità per credere alla realtà della gente e degli anziani ancora ultima fonte di speranza e sicurezza.qui dovrebbero fare un azzeramento totale dei debiti del cittadino altro che equitalia, e allora ripartire seriamente con tracciabilità e controlli ma naturalmente riducendo le tasse al 15% per tutti obbligando ad assumere riducendo iva al 15% obbligando a rinvestire il 50% degli utili nella innovazioni e ricerca garantendo sicurezza e legalita al cittadino tutelare i nostri prodotti interni considerando l’Italia paese principe in tanti prodotti ( vino, olio, farina, latte,ecc.)e non dimentichiamo investimenti in produzione energetica e termovalorizzatori escludendo l’ ipocrisia di chi non la vuole fare raccolta differenziata premiando tutti coloro che la fanno riducendo i costi delle tasse su rifiuti. Insomma basta prenderdersela con i cittadini, soldi non ce ne sono più altrimenti chi tira troppo la corda può farsi male, ma sul serio. Diamo la giusta speranza ai giovani che è ancora fonte di ricchezza del nostro paese Italia.

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