Dichiarazione dei redditi precompilata, sale l’attesa da parte di contribuenti e Centri di assistenza fiscali. Ancora poche settimane e poi avremo il debutto ufficiale del 730 telematico, nella versione aggiornata inserita dal governo nel decreto semplificazioni.

Le ultime incertezze, infatti, riguardano l’esenzione dai controlli fiscali che arriveranno con il nuovo regime di invio del modello di dichiarazione online, naturalmente influenzato dal cambio netto di tempi e modalità di consegna.

Ad affrontare l’argomento, anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, nell’appuntamento con i professionisti e i dirigenti dei settori coinvolti della scorsa settimana.


Ancora non si sono chiarite tutte le sfumature di un cambio di passo che rischia di generare effetti indesiderati, sia per i contribuenti – i quali, comunque, potranno intervenire in corso d’opera nel caso in cui il documento emanato dalle istituzioni fiscali non risponda alle reali condizioni di reddito del soggetto – sia da parte dei Centri di assistenza.

Per venire incontro a questi ultimi, è importante tenere presente che per i professionisti coinvolti nella stesura delle dichiarazioni dei redditi sono in arrivo nuovi adempimenti burocratici, nuovi obblighi e responsabilità al fine di portare a termine l’onere del nuovo 730 precompilato.

Così, per renderlo davvero semplificato, fondamentale importanza rivestono le condizioni attraverso cui il contribuente e il sostituto d’imposta possono bypassare le forche caudine del controllo e, per i fautori del modello, quello di vedersi esonerare le responsabilità dello stesso: superare questo ostacolo, infatti, renderà l’operazione 730 molto più rapida e agevole.

In proposito, segnaliamo la Check List per la raccolta dei documenti in relazione al 730/2015, contenente tutte le indicazioni teoriche e operative per la corretta redazione dei dichiarativi e i requisii per l’esonero.

Attraverso questo strumento, infatti, sarà possibile passare in rassegna in maniera rapida e completa tutte le informazioni relative alla situazione contabile del soggetto, e arrivare, così, a una compiuta rendicontazione nel modo più immediato possibile.

Non va ignorato, infatti, che “in caso di rilascio di un visto di conformità “infedele” sulla dichiarazione da parte del CAF o del professionista abilitato, infatti, questi dovrà pagare l’importo dell’imposta, le sanzioni (30%) e gli interessi che sarebbero stati applicati al contribuente ex art. 36-ter, DPR n. 600/1973”.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteANAS: responsabilità di cosa in custodia
Articolo successivoRisarcimento del danno da insidia stradale. Responsabilità oggettiva dell’ente proprietario o concessionario

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here