E’ il tempo degli onori per Sergio Mattarella, ma anche il primo giorno nella nuova veste di presidente della Repubblica, con tutta la responsabilità che ne consegue e che il nuovo Capo dello Stato non ha mancato di sottolineare nelle brevi frasi che finora ha dedicato ai microfoni.

Oggi, però, è il governo della verità: finalmente si capirà di che pasta è fatto il nuovo inquilino del Quirinale, emblema della riservatezza che ora entra nel pieno dei suoi poteri come garante della Costituzione e dell’unità nazionale. Ieri sera, intanto, sono state consegnate alla Consulta le dimissioni da giudice costituzionale, carica che il neo presidente ha ricoperto dal 2011.

Cosa dirà nel suo discorso? Al suo primo dialogo con la nazione, Mattarella ha lavorato alacremente negli ultimissimi giorni: nessun preparativo, infatti, sarebbe stato accennato in precedenza, anche per una forma di scaramanzia, prima dell’avvenuta elezione.


Tra i passaggi che organi di stampa danno per certi, i riferimenti alla crisi economica e alle possibilità che l’Italia ha di mettere in campo le proprie forze migliori – in linea con “le speranze e le difficoltà dei nostri concittadini”, le sue prime parole di sabato al momento dell’elezione.

Inevitabile, poi, il passaggio sull’Europa, tormentata dallo spettro di un’economia ancora depressa e dalla minaccia di un terrore diverso ma mai sopito, che il presidente ha voluto ricordare anche nella sua breve sortita di sabato alle Fosse Ardeatine.

Quindi, ci si attende qualche riferimento alla cultura cattolica, da cui Mattarella proviene, con riferimenti e citazioni di quel cattolicesimo democratico di cui lui e i suoi famigliari son stati esponenti nel corso della loro vita in politica. Possibile anche un ricordo breve del fratello Piersanti, ucciso dalla mafia nel 1980 e da lui soccorso pochi minuti dopo gli spari.
Cosa succederà oggi

Il primo appuntamento è fissato per le 9:30, quando Mattarella riceverà la visita del segretario generale della Camera dei deputati, Lucia Pagano, che lo accompagnerà a Montecitorio a bordo di un’auto – si vocifera che potrebbe essere rispolverata la Fiat Panda che nei giorni scorsi tanto ha fatto parlare – per trasportarlo lì dove la sua elezione è avvenuta sabato scorso.

Ad attenderlo, troverà i due presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Valeri Fedeli, vicaria di Pietro Grasso, che rimane supplente capo dello Stato per le dimissioni di Giorgio Napolitano. Di fronte ai 1009 grandi elettori che hanno decretato la sua elezione, il nuovo capo dello Stato celebrerà la formula del giuramento:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”

Dopodiché, toccherà al cannone del Gianicolo, che sparerà ben 21 colpi, i quali lasceranno spazio ai rintocchi della campana di Montecitorio. Una volta che il cerimoniale sarà terminato, Mattarella prenderà posto al centro tra i due presidenti e pronuncerà il suo discorso alla Nazione. Quindi, il saluto formale con il presidente del Consiglio Renzi, che lo aspetterà nell’atrio di Montecitorio dove risuonerà l’inno di Mameli.

A seguire, il presidente della Repubblica si recherà all’Altare della Patria, dove depositerà i suoi omaggi al Milite Ignoto prima di recarsi al Colle, la sua nuova casa, per la parte finale della cerimonia. Verranno alzati i drappi presidenziali e il neo eletto presidente riceverà gli onori militari. Ad attenderlo – sebbene non più in carica – ci sarà Giorgio Napolitano per un passaggio di consegne simbolico e l’attribuzione al neo capo dello Stato dell’onorificenza di Cavalier di Gran Croce decorato di gran cordone, la massima onorificenza nella Repubblica. In cielo, largo alle Frecce tricolori.

 

 


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