Una battaglia da vincere, una buona strategia, un ottimo generale, un esercito ben preparato. Se il comandante delle forze armate decide di mandare a casa tutti gli ufficiali, deve cambiare strategia o perde la battaglia e non basta l’ottimo generale.

Una partita da vincere, una buona tattica, un ottimo allenatore, una squadra ben allenata. Se il presidente vende tutti i giocatori della prima squadra, non può attuare la stessa tattica e perde la partita. L’ottimo allenatore in panchina non basta.

La lotta alla corruzione, le misure di prevenzione della l. 190/2012, Raffaele Cantone al vertice dell’Autorità nazione anticorruzione, i segretari degli enti locali formati per svolgere le funzioni di responsabili anticorruzione. Se il Governo decide di “licenziare” i segretari comunali deve cambiare strategia, oppure gli enti locali perdono la lotta alla corruzione e non basta l’autorevolezza di Cantone.


Il premier, Matteo Renzi, ed il ministro alla funzione pubblica, Marianna Madia, hanno deciso di non puntare sulla professionalità dei segretari comunali ma non hanno spiegato le motivazioni di questa scelta e nemmeno come vogliono cambiare la legge n. 190/2012, nella parte che interessa l’organizzazione di Comuni e Province.

Nel primo rapporto dell’Unione Europea sulla corruzione in Europa, si parla di un costo per la collettività italiana di 60 miliardi di euro l’anno. Il dato, in effetti, è figlio di un congettura grossolana, ottenuto calcolando il 3-4 per cento del Pil (secondo stime mondiali sulla corruzione risalenti al 2004).

Per quanto molto approssimata, quella cifra segnala una situazione generale inquietante. Le più attendibili indagini di Transparency International certificano, anno per anno, come l’Italia, in materia di corruzione, si collochi stabilmente al di fuori della cerchia dei principali partner comunitari.

Nella classifica ottenuta utilizzando il Bripe Payers Index (indice di propensione alla corruzione), nel 2008, l’Italia è risultata al diciassettesimo posto – sui 22 paesi più ricchi ed economicamente più influenti analizzati – a pari (de)merito con il Brasile, precedendo solo India, Messico, Cina e Russia.

Secondo Michele Polo (professore ordinario di economia politica presso l’università Bocconi; su di Lavoce.info del 4 febbraio 2014) uno dei fattori più rilevanti della corruzione, figlio della sostanziale immunità dei corrotti e della crisi dei partiti tradizionali, “sta nella profonda modifica dei meccanismi di reclutamento dei ceti dirigenti delle organizzazioni politiche: se la raccolta di tangenti e mazzette, l’addomesticamento delle gare d’appalto, la disinvolta gestione delle pratiche amministrative possono essere fatte senza sostanziale pericolo di un intervento sanzionatorio, la politica, a partire dalla dimensione locale, diviene una professione che garantisce entrate cospicue per i più disinvolti e disponibili alle pratiche corruttive. In grado di raccogliere risorse e appoggi, e di finanziare una carriera politica di successo. Una contaminazione che non può che allargarsi al ceto della burocrazia amministrativa, senza la quale il politico corrotto avrebbe difficoltà a prosperare”.

Contaminazione certamente più facile se la burocrazia amministrativa è scelta non in base a concorsi pubblici, come avviene per i segretari comunali e provinciali, ma in maniera discrezionale dalla stessa classe politica.

Se passasse la riforma, negli ottomila enti locali non ci sarebbe più il presidio del segretario e non si sa a chi verrebbero affidate le funzioni di responsabile anticorruzione.

Sostituire l’alta burocrazia scelta con criteri meritocratici con una scelta con criteri di fiduciarietà, non potrà che aggravare la situazione.
L’Autorità nazionale per la prevenzione della corruzione, invece, potrebbe servirsi della professionalità dei segretari comunali, magari attraverso significativi interventi legislativi.

L’Anac potrebbe subentrare in quelle funzioni che furono delle prefetture, nel rapporto tra lo Stato e le autonomie locali, e addirittura gestire l’albo dei segretari degli enti locali, curando la formazione di questa classe dirigente, secondo un piano elaborato soprattutto in ottica di prevenzione di fenomeni corruttivi.

I segretari comunali in disponibilità, non assegnati temporaneamente a nessun Comune, potrebbero lavorare direttamente per l’Autorità.

Gli stessi dirigenti pubblici, ma anche quelli titolari di sede di segreteria, potrebbero essere assegnatari di incarichi di supporto in altri Comuni, secondo il criterio delle fasce demografiche di appartenenza, in procedure ad evidenza pubblica.
Così come, forti dei percorsi formativi e di carriera maturati, potrebbero essere preziosi collaboratori dell’Anac nell’attività di controllo.
Cantone potrebbe usufruire delle competenze dei segretari anche per elargire formazione ai funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione.
Si tratta, evidentemente, di mere esemplificazioni, che possono essere o meno condivise, ma al di là delle modalità operative che potrebbero essere individuate, quello che rileva è il fatto che di una “alleanza” tra Autorità e segretari degli enti locali se ne gioverebbe la lotta alla corruzione.

Il problema vero è capire se quella contro la corruzione è una battaglia che si vuole almeno tentare di vincere.


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5 COMMENTI

  1. Cara Sonia, non si offenda, capisco la difesa d’ufficio. I km. vengono rimborsati per gli spostamenti da comune a comune e questo ha dimenticato di precisarlo. Per quanto riguarda la politicizzazione vorrei fare presente a chi legge che il sindaco si sceglie il segretario come se fosse un’abito fatto su misura. Non a caso ad ogni cambio di amministrazione corrisponde un cambio di segretario, quindi l’imparzialità che lei asserisce lascia il tempo che trova. Aggiungo che Cantone (commissario per la lotta alla corruzione) nei giorni scorsi intervistato da un giornalista ha affermato che nessuno controlla gli atti dei comuni. Una volta c’era il coreco poi soppresso. Lei si esprime meglio di me avendo letto libri che io non ho mai visto, quindi 10 per la forma e 3 per i contenuti.

  2. 100.000?
    Dopo anni di selezioni e concorsi su libri che lei, caro Giorgio, visto il pressappochismo che dimostra , non ha mai visto in vita sua, il tabellare, quando si trova lavoro, arriva a 41800 euro lorde circa per non avere orari lavorativi, farsi chilometri e chilometri al giorno e dover reggere completamente un comune. O più.
    Tra l altro trascura il dato fondamentale e scandaloso della faccenda è la destrutturazione del principio meritocratico e concorsuale che prevede la Costituzione all’art 97, è il tentativo progressivamente riuscito di politicizzazione della dirigenza senza alcun principio selettivo, senza alcun merito che esuli dalla sudditanza o vicinanza al politico di turno a totale scapito dell’interesse dei cittadini e dell’effficienza dei servizi , I suoi stessi figli qualora avessero un domani intenzione di servire le patrie istituzioni non potranno competere al pari di tutti gli altri a mezzo concorso per ricoprire quel ruolo o esercitare quella funzione , invece di studiare e fare sacrifici lealmente , dovranno attaccarsi alla gonnella di qualche politico o dovrà farlo lei per loro. Parimenti se domani vorrà avere la certezza che la sua casa resti com’è o dov’è oppure vorrà evitare di pagare più tasse di quelle che paga ora , dovrà pregare che vi sia qualcuno in comune che eventualmente faccia notare l’irregolarità di un Piano regolatore o che controlli che il comune non faccia spese che lo portino in dissesto con conseguente innalzamento delle aliquote per rientrare nei conti. E non serve uno scienziato per capire che potrà farlo solo un soggetto indipendente dalla politica ( quindi selezionato e assunto solo a mezzo concorso) non certo un fiduciario del sindaco senza competenza o altra esperienza che quella partitica o politica locale!

  3. Il problema è nella convinzione politica di volere un controllo. Se è così, nel governo locale va inserita una figura indipendente ed autonoma, che risponde solo alla legge. Il Segretario comunale è stato sempre voluto senza ” pelle”. Quelli che si sono staccati dai banchetti locali non hanno fatto carriera, sono morti di fame e sono stati messi all’indice. Le prefetture, invece di difenderli, hanno giocato con le amministrazioni, in nome della stabilità governativa ed hanno convinto il segretario a cambiare aria. Dunque il progetto di riforma deve essere molto più ampio di quello ipotizzato. Il potere politico deve avere il coraggio di dare al segretario comunale le stesse prerogative riconosciute ai magistrati: Indipendenza ed autonomia. Solo così sarà possibile il controllo sugli atti e sulle persone e quindi arginare corruzione e collusione che è il risultato di una commistione di poteri e di spazi condominiali tra politica e burocrazia.

  4. Abolire la figura del segretario comunale è la riforma migliore che poteva fare questo governo. Lo stipendio di questi soggetti si aggira intorno ai 100.000 euro, vorrei vedere se nel privato riuscirebbero a guadagnare la metà, dubito. In seconda battuta eliminerei i responsabili di servizio che oltre a un lauto stipendio si portano a casa indennità che possono arrivare a 13.000 euro. Il top sarebbe la privatizzazione dei comuni, si eliminerebbero tasi ed imu con grosso sollievo per i cittadini stremati dalla pressione fiscale.

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