A decorrere dal 1°/1/2015, ai sensi del nuovo art.17-ter del D.P.R. 26.10.1972, n. 633, l’IVA emessa sulle fatture emesse per cessioni di beni e per prestazioni di servizi (escluse quelle assoggettate a ritenute a titolo di imposta sul reddito) va versata direttamente dall’ente pubblico. La regola si applica sulle sole operazioni per le quali l’IVA è esigibile dal 1°/1/2015, comprese quelle ad “esigibilità differita” emesse fino al 31.12.2014 ed incassate dal 1°.1.2015.

La norma si applica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti:

a)     dello Stato, degli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;


b)    degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’art. 31 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267;

c)     delle C.C.I.A.A.;

d)    degli istituti universitari;

e)     delle aziende sanitarie locali e degli enti ospedalieri;

f)      degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;

g)     degli enti pubblici di assistenza e beneficienza;

h)    degli enti pubblici di previdenza;

a condizione che agiscano in veste pubblica, cioè nella veste istituzionale per la quale sono debitori di IVA.

In pratica, il fornitore emette la fattura applicando l’IVA e indicando che l’IVA va versata ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. 26.10.1972, n. 633.

Il cedente o prestatore annota la fattura nelle scritture e, contestualmente, con apposita evidenza, l’IVA va riportata in diminuzione di quanto è dovuto nella liquidazione periodica e in diminuzione del totale del credito vantato nei confronti dell’ente pubblico.

L’ente pubblico, a sua volta, esegue il pagamento della fattura al netto dell’IVA che deve essere versata secondo regole ancora da definire. Il mancato o ritardato versamento dell’IVA è punito con la sanzione del 30% e le somme dovute sono riscosse con l’atto di recupero di cui all’art. 1, comma 421, della L. 30.12.2004, n. 311.


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4 COMMENTI

  1. Nn sanno più cosa inventarsi e la burocrazia italiana nn ha fine…Per lo meno gestire sto nuovo “trucchetto” è stato reso facile sui servizi online di fatturazione elettronica…e qualcuno fa anche un po’ di chiarezza sui tanti punti che si capiscono poco.
    Nn so se può esservi d’aiuto ma io uso questo http://www.fatturafacile.com/ e mi ha un po’semplificato la vita.
    Ciao a tutti

  2. Infatti…l’IVA la incassa lo stato e noi?? Nn riesco a capire l’utilita’ di questa ennesima sorta di gioco d’astuzia da parte dello Stato…ma come e’ possobile…acquisto merce con iva al 22 quindi ho un credito…poi emetto fattura al 22… ma ecco che lo stato pensa bene di arraffare tutto prima ancora di sapere se abbia iva a debito..mm nn capisco davvero il senso…e’ alla fine noi anticipiamo sempre…NOI PICCOLI IMPRENDITORI DOBBIAMO INQUIVOCABILMENTE CROLLARE….tra contribuzione virtuale…iva con esigibilita’…inail….cassa edile, IRAP, IMU, TASI, forse dimentico qualcosa…

  3. Completamente fuori di testa…… e se emetto fattura a una P.A., ai miei fornitori invece chi paga l’iva ……… dovrebbero sapere che con i soldi incassati comprensivi di iva , ci si paga anche i ns. fornitori e le loro fatture comprensive d’iva …. io faccio lo stesso con loro ??????? e chi è il beneficiario finale di quest’altra burocrazia da suicisio ????

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