Giornata storica per le relazioni tributarie tra Italia e Svizzera quella di ieri: i due Paesi hanno infatti raggiunto un accordo sullo scambio di informazioni per i capitali depositati oltre il confine elvetico. Un patto che arriva proprio nel giorno in cui gli istituti di credito svizzeri hanno decretato la caduta dello scudo sul franco nei confronti dell’euro.

La conclusione delle trattative tra Italia e Svizzera è arrivata dopo oltre tre anni di incontri, negoziazioni e discussioni sul rientro dei capitali nelle banche di là dalle Alpi. L’ambito dell’accordo naturalmente investe in maniera considerevole l’applicazione della voluntary disclosure, la nuova normativa entrata in vigore lo scorso 2 gennaio, che consente di riportare in patria i propri capitali all’estero con sanzioni molto alleggerite.

QUI IL TESTO DELLA LEGGE SULLA VOLUNTARY DISCLOSURE


Le novità nell’accordo Italia-Svizzera

L’aspetto forse più rilevante dell’accordo stretto ieri tra i due Paesi è probabilmente il divieto imposto alle banche elvetiche, intermediari finanziari e fiduciari di negare qualsivoglia informazioni possano essere richieste dalle controparti italiane.

Resterà, comunque, un guscio di protezione ai dati identificativi dei diretti interessati, mentre a emergere dovranno essere essenzialmente i comportamenti fiscali sospetti.

I capitali soggetti al nuovo regime di collaborazione tra Italia e Svizzera, va ricordato, saranno quelli depositati solo successivamente alla stipula di questi giorni: dunque, ogni nuove disposizione raggiunta, non avrà effetto retroattivo. La data cruciale del nuovo regime sarà il 2 marzo, così come previsto dal mini condono approvato. Comunque, dal momento della firma, il ministero dell’Economia avrà piena luce sui conti italiani in Svizzera, con la possibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate di ottenere ulteriori dati sui capitali depositati.

Un’altra modifica rilevante delle abitudini è quella che investirà i trasfrontalieri, che non potranno più ristornare dalla Svizzera gli enti pubblici italiani, in particolare i Comuni, con il governo che si farà carico di rimborsare le casse dei municipi di confine, tramite una nuova legge che andrà a toccare l’imposizione fiscale, che potrebbe arrivare a circa il 60-70% sulla parte svizzera.

L’accordo consentirà alla Svizzera di uscire dalla black list dei Paesi con cui è difficile ottenere informazioni rilevanti sui conti depositati, mentre, nell’arco di 18 mesi, dovrebbe essere approvato un doppio provvedimento, che introdurrà una nuova tassazione in entrambi i Paesi sulla base di quanto indicati dagli standard Ocse.

 

VOLUNTARY DISCLOSURE E AUTORICICLAGGIO

VOLUNTARY DISCLOSURE E AUTORICICLAGGIO

Barbara Weisz, 2015, Maggioli Editore

Tra la fine del 2014 e l'inizio 2015 sono tre i passaggi fondamentali avvenuti relativamente al rientro dei capitali non dichiarati in Italia: 1. Voluntary Disclosure 2. Trattato Italia Svizzera sulla trasparenza fiscale 3. Sganciamento del franco svizzero dall'euro. La Legge sulla Voluntary...




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