Dopo l’approvazione definitiva del Jobs Act al Senato, il successivo passo da compiere per l’attuazione della delega legislativa sarà la presentazione dei relativi Decreti Legislativi. Dopo la presentazione delle prime due bozze di D.Lgs., ne è previsto anche uno con cui si dovrebbe finalmente istituire l’Agenzia Unica Ispettiva, quale risultato della fusione del personale ispettivo (e non solo) di Ministero del Lavoro, Inps e Inail.

Si vuole, in tal modo, costituire uno strumento strutturale, teso a rendere più efficienti i controlli sul lavoro. Vi è, tuttavia, all’interno della norma in questione (art. 1, co. 7, lett. i della legge delega), una clausola che potrebbe rappresentare un ostacolo per la nascita di questo nuovo soggetto o, quantomeno, per la sua buona riuscita: la necessità che questo processo avvenga senza “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica” e “con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”.

Se tale previsione sarà interpretata in maniera meramente ragionieristica, avendo come unico riferimento il risparmio di spesa, si corre il rischio di compromettere l’efficienza della costituenda Agenzia. Può, tuttavia, affermarsi una diversa interpretazione, capace di coniugare risparmio ed efficienza. Anzitutto, si consideri che ogni volta che nasce un nuovo soggetto vi sono dei costi, così come accade anche quando si apre un’impresa. Se, peraltro, tali costi sono compensati, nel tempo, da ricavi o risparmi, si evita di creare nuove fonti di spesa pubbliche aggiuntive ed improduttive.


Nel caso della futura Agenzia, posto che le attuali Direzioni Territoriali del Lavoro scompariranno, in parte assorbite dall’Agenzia Unica Ispettiva, in parte dall’Agenzia nazionale per l’occupazione, un primo risparmio di spesa può essere individuato nei minori costi per le locazioni delle sedi. Si tenga presente, a tal proposito, che mentre Inps e Inail sono generalmente proprietari degli immobili in cui si trovano i loro uffici, ciò è più raro per il Ministero; un’efficiente soluzione, quindi, potrebbe portare ad individuare le sedi periferiche della nuova Agenzia esclusivamente o principalmente presso strutture di proprietà. Una seconda fonte di risparmio è rappresentata dalla presenza di personale, che non rende immediatamente necessario avviare concorsi. Non sembra casuale, in tale prospettiva, che il previsto concorso per 250 ispettori del lavoro sia stato bloccato e si sia nel frattempo proceduto all’assorbimento degli idonei del concorso per ispettori Inps – a dimostrazione che le presunte differenze con gli ispettori del lavoro sono minori di quel che alcuni paventano. Per tale ragione, si potrebbe pensare di investire nella nuova Agenzia anche solo una parte dei risparmi sopra descritti, anziché “distoglierli” verso nuove destinazioni.

La formazione del personale, invece, necessaria per garantire condotte uniformi sul territorio nonché per conoscere specifiche procedure attualmente di competenza dei singoli enti che costituiranno l’Agenzia, potrà avvenire impiegando i fondi comunitari provenienti dal Fondo Sociale Europeo, elaborando appositi progetti gestiti direttamente dall’Agenzia Ispettiva. Le strutture informatiche e le altre dotazioni strumentali, quali ad esempio i dispositivi di sicurezza, potranno essere acquistati attraverso altri fondi strutturali, come il PON Sicurezza. A quest’ultimo proposito, l’auspicio è che l’Agenzia possa altresì costituire uno strumento per impiegare meglio le risorse pubbliche (nazionali e comunitarie), in modo da garantire realmente miglioramenti tangibili in relazione alle decine di milioni di euro spese.

L’unificazione delle banche dati, infine, per un’attività di vigilanza mirata e “scientifica”, potrà avvenire senza costi, così come prevede da dieci anni l’inattuato art. 10 del D.Lgs. 124/2004, mentre i software informatici in uso presso l’Inps, più efficienti degli altri, dovranno solo essere implementati, così da poter essere messi a disposizione della nuova struttura.

In questo modo, attraverso una sapiente combinazione di fattori di provenienza diversa, residuano risorse finanziarie da poter allocare sull’assetto contrattuale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, così da colmare o ridurre fortemente il divario economico esistente all’interno del personale ispettivo coinvolto.

 


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10 COMMENTI

  1. Mi sembra chi i commenti all’eccellente articolo di Matteo siano tutti interessanti e ricchi di spunti che il Governo dovrebbe attentamente considerare. C’è un punto critico, però, almeno per chi vecchio come me ha seguito per anni, e speranze, l’evolversi della previdenza, delle varie informatizzazioni, dei progetti di coordinamento (ho cercato di ricordare in un articoletto su http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17713.asp
    Il punto è che le cose che proponete sono grosso modo scritte da tempo,come sottolinea Matteo riprodotte a ogni tentativo di riforma, salutate con soddisfazione bipartisan, ma hanno portato a scarsi risultati per una complessiva e ricorrente “inattuazione” lasciando tutti arroccati sulle proprie posizioni. Se si mette tutto in fila, sembra quasi una catena raffinata di parole “per non fare” testimonianza della difficoltà di agire di fioretto in un mondo così ricco di interessi, contrasti, legittime posizioni ecc.. Con Governi alternatisi al potere e ogni volta pronti non a attuare quanto già previsto ma a buttare giù, sulla carta, un’altra idea. Ecco di fronte al Job act e all’Agenzia, sono d’accordo con tutti circa i rischi che si corrono, anche maggiori di quelli che si vedono a prima vista (mi sa che si sconquassa tutto il sistema previdenziale, anche senza volerlo come ho cercato di intravedere nell’articolo), ma il timore è che le critiche rischiano di essere un’arma spuntata rispetto all’obiezione “perché finora non hanno funzionato e chi ci dice che lo faranno da ora in pio per incantamento ? Preferiamo entrare a piedi uniti e poi magari rimettere a posto i cocci ! Bah sono francamente disorientato avendo per anni accettato l’idea che si potesse fare in altro modo, che si costruissero e distruggessero subito dopo ipotei di coordinamento, che si continuasse a dire che per la lotta all’evasione ci voleva un’altra, una nuova banca dati non essendo sufficienti quelli già imponenti che consentirebbero tutti gli incroci del mondo.
    Saluti a tutti Pasquale

  2. Sono un ex ispettore INPS e ho spesso lavorato insieme a colleghi della Direzione del Lavoro, vorrei portare un mio contributo a questa discussione. Forte della mia ultra decennale esperienza posso ragionevolmente affermare e penso che nessuno mi smentirà, quanto segue : Data per scontata la professionalità di entrambi, L’ispettore del Lavoro ha interessi e scopi completamente diversi da quelli dell’ ispettore dell’ Inps,
    Il primo è attento agli aspetti formali del rapporto di lavoro, controlla la lettera di assunzione, verifica in modo approfondito le comunicazioni di assunzione, controlla i tempi di riposo, il godimento delle ferie,…una volta verificata l’assunzione l’ispettore del lavoro considera quasi concluso il suo compito, quante volte ho visto verbali con sanzioni anche pesanti perché non era stata firmata la lettera di assunzione !!!!!!!!
    il secondo, che, prima di iniziare il controllo, ha avuto modo di verificare a tavolino la ditta si preoccupa degli aspetti sostanziali e legati al pagamento dei contributi (che poi saranno utili per le pensioni presenti e future), verifica la corretta applicazione dei contratti di lavoro, si preoccupa di valutare eventuali benefici relativi alla mobilità,alla 407/90, verifica le prestazioni (ANF, CIG…)………ed è in grado di fare questo perché alla sue spalle c’è una struttura che gli fornisce le notizie che gli servono. Qualora dovesse confluire nell’agenzia e uscire dai ruoli dell’ INPS, quali strumenti avrà per fare il proprio lavoro ??
    QUINDI, SE GLI SCOPI E GLI OBIETTIVI SONO DIVERSI, FARE UN MERO ASSEMBLAGGIO DI PERSONALE SERVIRA’ SOLO A CREARE CONFUSIONE E PRESSAPOCHISMO CHE, IN MATERIA DI LAVORO, E’ L’ULTIMA COSA CHE SERVE AL NOSTRO POVERO PAESE

  3. Poche parole. Quando parli di risparmi di canoni di locazione da parte del Ministero devi considerare che li addossi ai bilanci di inps e inail. Non c’è risparmio per i cittadini. Non negare le diverse specificità. Sei troppo intelligente per non sapere che l’ispettore del lavoro, commina multe e sanzioni amministrative di importo esagerato che non servono a imprese e lavoratori, in una logica di deterrenza che non sortisce effetti, se non su chi incappa in uno sfortunato controllo. L’ispettore INAIL recupera i premi necessari a pagare infortuni sul lavoro. Ti pare poco? L’ispettore INPS recupera i contributi necessari a pagare le prestazioni (mai sentito parlare di ammortizzatori sociali) e di pensioni? Nella costituenda agenzia non è chiaro nulla di tutto questo. Non c’è un progetto di lavoro. È solo.un guscio vuoto. Strumenti informatici, banche dati costano. Se non sono a carico del Ministero questi costi restano a carico degli Enti e quindi della Res pubblica e dei cittadini. Non si parla di risparmi a spese di altri organismi statali. Si stanno solo spostando i costi su altri bilanci.questa non è razionalizzazione della spesa pubblica.

  4. Concordo con l’intervento di Bruno, purtroppo si è arrivati a questo punto perché le amministrazioni pubbliche (Inps inail Dtl) non hanno condiviso i dati che si dovevano condividere i dirigenti si sono arroccati in assurde posizioni di miope quanto inutile autonomia ( ognuno rivendicando una propria capacita decisionale ed organizzativa) senza pensare al servizio da rendere ai cittadini. Il mondo è cambiato e purtroppo occorre cambiare! Occorre permettere all’Italia di evolversi e crescere eliminando le sacche di lavoro nero con un organismo forte e che sia dedicato esclusivamente alle ispezioni , contemporaneamente occorre strutturare questa agenzia con una competenza non solo volta all’accertamento ma anche alla riscossione e alla difesa tecnica specifica secondo l’odg Gribaudo e Boccuzzi. Allo stesso tempo però non capisco il sacrificio di dipendenti delle Dtl che devono lasciare le proprie famiglie per recarsi presso i capoluoghi di regione a lavorare a volte distanti 300km in nome di un risparmio di poco conto …e degli ispettori (Inps e inail ) che mantengono i propri livelli retributivi e gli ispettori del lavoro che verranno retribuiti come sempre una miseria forse occorre qualche modifica alla norma per uscire da equivoci e lavorare secondo criteri di buona amministrazione ed efficienza !

  5. Credo che i commenti finora condivisi siano il pensiero di persone non solo informate ma anche molto vicine al mondo della vigilanza. Mi sia consentito rammentare a tutti che il lodevole obiettivo di razionalizzazione degli accertamenti ispettivi che il legislatore si propone con l’istituzione della nuova Agenzia Unica per le ispezioni sarà vanificato se parallelamente non si interviene per semplificare le molteplici e spesso contradditorie norme sul lavoro e sulla previdenza. Inoltre il verbale unico redatto dagli ispettori della futura Agenzia avrà risvolti amministrativi che dovranno necessiariamente essere vagliati all’interno dei singoli Enti (INPS e INAIL) arrecando pregiudizievole efficacia al raggiungimento reale dell’obiettivo di razionalizzazione.
    Per concludere desidererei che almeno per una volta il nostro Paese facesse delle scelte di senso compiuto seguendo un percorso logico nell’approccio delle riforme; prima della razionalizzazione dell’azione di vigilanza dev’essere realizzata quella semplificazione normativa che mina alla base il nostro sistema di relazione tra Stato, cittadini e imprese vanificando molto spesso l’operato di tanti onesti, corretti e preparati funzionari.

  6. evviva il nuovo carrozzone pubblico……evviva le nuove poltrone con relativi compensi astronomici……salutiamo la nascita della nuova agenzia…tanto sarà a costo ZERO (a parte i mega stipendi dei futuri direttori generali, i gettoni di presenza dei vari consiglieri, i necessari costi di formazione del personale, le spese per i nuovi locali, gli stipendi del personale amministrativo, i costi per l’istituzione dei necessari uffici legali, degli uffici tecnici, i costi per le risorse strumentali……….ecc.. ecc… ecc…. .) !!!!!
    E I CITTADINI PAGANO

  7. Mi permetto di dissentire dai commenti precedenti per alcuni motivi che cercherò di spiegare. Primo, le sovrapposizioni. Oggi i diversi enti intervengono con “mission” e competenze diverse. L’ispezione del lavoro non può essere mero recupero di contributi o premi o mera attività sanzionatoria. Ragionando sulla utilità dell’azione ispettiva, fenomeni quali il mancato rispetto dei regimi di riposo o degli orari massimi, l’intermediazione di manodopera, la regolarità degli appalti, i tempi di guida degli autotrasporti, il recupero delle retribuzioni non corrisposte, l’attività conciliativa sono importanti quanto la copertura previdenziale o assicurativa. Ma, competenze diverse obbligano a interventi a catena. Un lavoratore in nero trovato dell’ispettore INAIL obbliga il successivo intervento dell’INPS per i recuperi contributivi e della DTL per tutte le altre materie comprese, nel caso del settore edile, le prescrizioni in materia di sicurezza.
    Coordinamento: mission diverse consistono in obiettivi diversi. Difficile trovarne di condivisi, oggi. Inoltre, per il vizio tutto italiano di non condividere le conoscenze, seppure prevista da oltre 10 anni la condivisione delle banche dati non è mai stata attuata. Forse, chi oggi propone, al posto dell’agenzia la messa in comune delle banche dati avrebbe dovuto dimostrarsi più disponibile in precedenza.
    Le soluzioni potrebbero essere l’estensione a tutti gli enti di tutte le competenze (ingiustificabile), l’inserimento del personale DTL e INAIL nei ruoli INPS (ma quanto interessa all’INPS e quanto è disposto ad investire l’ente per Ttivita non direttamente finalizzate al recupero dei contributi evasi? Cioè sarebbe un fatto positivo per quel mondo del lavoro che si vorrebbe tutelare?) o la creazione di un organismo autonomo da Ministero ed Enti finalizzato alle sole attività di contrasto e di informazione. Organismo che, con la revisione della Carta Costituzionale in discussione in parlamento, ben potrebbe, in un futuro non lontano, comprendere anche tutta la materia della sicurezza sul lavoro oggi, poco comprensibilmente e con scarsi risultati, affidata alle strutture sanitarie

  8. Ringrazio per i commenti. Tuttavia, rammento che il “serio e reale coordinamento” è previsto normativamente dal 2004 ed è rimasto sulla carta.
    Esso, inoltre, non eliminerebbe la irragionevole presenza di più Enti, tutti protesi a svolgere controlli simili. Ricordo che siamo praticamente gli unici, in Europa, ad avere una situazione simile e che questo sistema non ha dato buona prova di sè.
    Quanto alla presunta superficialità, faccio presente che ho in parte ripreso, quanto previsto normativamente dal DM istitutivo delle c.d. Case del Welfare. Anche in tal caso, si mirava ad avviare una razionalizzazione dell’esistente, ma tutto è rimasto inapplicato.
    Da ultimo, riguardo alla duplicazione di ispezioni che sarebbe solo teorica (ho letto di un presunto 0, qualcosa per cento), invito i sostenitori di questa tesi a dirlo agli imprenditori che picchiano i colleghi, per l’esasperazione dovuta alla moltiplicazione di controlli. Non credo loro siano d’accordo.

  9. Concordo pienamente con il commento lasciato da Sandro. Mi sembra che l’analisi presentata dall’articolo sia troppo semplicistica e non tenga conto dei fattori invece evidenziati appunto da Sandro. Oltretutto sarebbe interessante capire bene di cosa si ragiona quando si parla di “duplicazione e sovrapposizione delle ispezioni”. Il fenomeno, che io sappia, è molto limitato e facilmente evitabile con l’implementazione della banca dati unitaria, ferma, appunto, da dieci anni per motivi non chiari, e con un coordinamento serio e ben fatto.

  10. le finalità e gli obiettivi a cui mira l’agenzia unica ( evitare duplicazione e sovrapposizione ispezioni ) sono senza dubbio condivisibili e meritevoli ………però sarà sicuramente impossibile creare un nuovo ente statale a costo zero. Dovrà essere creata una nuova struttura con nuovi direttori generali, centrali, periferici, nuovi dirigenti, uffici legali, personale tecnico e amministrativo, dovranno essere verranno fatti corsi di formazione per uniformare le conoscenze del personale……..chi pagherà tutto questo ????
    Sarà una cerimonia sul genere “nozze con i fichi secchi” ???? o sarà l’occasione per creare nuove poltrone, nuovi gettoni presenza….nuova burocrazia ?????
    c”è un altro modo per arrivare agli stessi obiettivi a cui dice di mirare l’agezia unica : obblgare gli enti interessati ad un serio e reale coordinamento….questo si a costo zero !!!!!!!!!!………………..

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