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Gli ultimi emendamenti alla Riforma PA vanno dritti ai punti voluti da Marianna Madia: oltre ai procedimenti disciplinari più facili, infatti, prendono corpo due novità  molto importanti per il pubblico impiego: ossia l’abolizione della figura del segretario comunale e il cambio nella modalità di precedenza dei concorsi pubblici.

Abolizione segretari comunali e avanzamenti di carriera

Andiamo per ordine partendo dai segretari comunali. Questa figura, che svolge funzioni obbligatorie, non sarà più prevista, mentre nello stesso tempo gli emendamenti salvano una figura solo eventuale, che svolge funzioni a loro volta non obbligatorie.

Per i segretari comunali, quindi, la Riforma PA dispone che la figura confluisca nell’albo dei dirigenti locali in una sezione speciale a esaurimento: la funzione potrà essere oggetto di incarichi dirigenziali, non necessariamente, per altro, concentrati in un’unica funzione dirigenziale.


Resta però viva la figura del direttore generale. I dirigenti degli enti locali (Comuni sopra 15mila abitanti e Province) continueranno a essere selezionati con contratto a tempo determinato, in previsione delle piante organiche.

A proposito di manager pubblici, un altro emendamento alla Riforma PA introduce criteri meritocratici per dettare gli avanzamenti di carriera dei dirigenti statali. Gli avanzamenti di carriera non saranno cioè più automatici ma potranno essere approvati solo sulla base del merito e del raggiungimento dei risultati previsti.

Concorsi, provvedimenti disciplinari, Inps

I lavoratori precari della pubblica amministrazione avranno la precedenza nei futuri concorsi pubblici(attualmente sono al 50%). Tra gli altri provvedimenti della Riforma Pa importante la nuova figura dell’Inps che sarà gestore delle certificazioni per malattia anche nel settore pubblico.

Ultimo ma non per ultimo, il paletto sui provvedimenti disciplinari più ‘facili’. Il tutto è figlio dell’assenteismo spropositato, culminato con la storia dei vigili urbani a Capodanno a Roma.

I procedimenti disciplinari devono avere una normativa che ne consenta un concreto e rapido esercizio ha detto di recente proprio la Madia in Parlamento – Su 6000 procedimenti disciplinari, circa un quarto si è chiuso con una sanzione grave, dalla sospensione al licenziamento”.

Oltre a rendere più facili e veloci i procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori pubblici, sono previste altre norme che introducono controlli più severi in caso di assenza per malattia e vengono superati gli automatismi di carriera per i dirigenti. Le nuove norme sono introdotte con gli emendamenti presentati dal relatore della legge Giorgio Pagliari (Pd) e redatti d’intesa con il governo Renzi.


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