Nel Consiglio dei ministri dello scorso 24 dicembre non c’è stato spazio solo per il Jobs Act, che ha tenuto banco con ben due decreti legislativi presentati dal governo, in vigore dai primi giorni del 2015.

Un altro tasto toccato dal governo, di cui il premier Renzi si è rammaricato come gli organi di informazione a suo avviso non si sarebbero occupati abbastanza, è il nuovo decreto sulla delega fiscale.

Si tratta, in realtà, così come per il decreto su licenziamenti e reintegri del Jobs Act, di uno schema e non di un decreto vero e proprio, che, comunque, dovrebbe fare la sua comparsa in Gazzetta ufficiale quanto prima in questi giorni conclusivi del 2014 o, tutt’al più, nei primissimi giorni di gennaio.


Cos’è l’abuso del diritto

Secondo quanto scritto nel testo del decreto, l’abuso del diritto si qualifica come “una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali e indipendentemente dalle intenzioni del contribuente, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti”.

Cosa prevede il nuovo decreto

Si tratta di alcune norme fondamentali in tema di abuso del diritto ed elusione fiscale, con revisione del sistema sanzionatorio per chi non espleta i doveri con l’erario entro i termini stabiliti. In particolare, il provvedimento riguarda da vicino i titolari di partite Iva e lavoratori autonomi.

In proposito, la dichiarazione fraudolenta tramite fatture oltre mille euro, viene ora punita con pena detentiva da un anno e sei mesi fino a sei anni.

In materia di  dichiarazione infedele su omesso versamento Iva, poi, le soglie per le sanzioni vengono innalzate da cinquantamila euro a centocinquantamila di evasione, e viene cancellata dai conteggi la classificazione non corretta di elementi attivi o passivi.

Al fine di far emergere i vantaggi indebiti a cui i contribuenti riescono ad accedere, tra le altre novità viene proposta una serie di novità in grado di incentivare la collaborazione tra fisco e contribuente, viene istituito il regime di adempimento collaborativo fra l’Agenzia delle entrate e i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme.

VAI AL TESTO DEL DECRETO

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteToto Quirinale: perché tutti gli indizi portano a Mario Monti
Articolo successivoJobs Act, le novità per i disoccupati dal 2015. Naspi e assegno

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here