Da oggi entra in vigore una delle norme più discusse della riforma della giustizia, quella che consentirà di completare le procedure del divorzio anche in Comune.

Diventano effettive le novità sulle separazioni facili, un primo passo in direzione della riforma del divorzio breve, attualmente in discussione in Parlamento.

Cosa prevedono le nuove norme sul divorzio


A partire da oggi, sono possibili le procedure semplificate per ottenere la separazione, previo accordo tra i coniugi e la possibilità di affidare la chiusura della pratica a uno degli avvocati, oppure direttamente all’ufficiale di Stato civile, sindaco compreso.

La norma è valida anche in presenza di figli minori, a differenza di quanto scritto nella legge in principio. L’avvocato trasmette all’ufficiale di stato civile del Comune copia autenticata dell’accordo raggiunto, previo benestare del Procuratore.

Sono le novità sancite dall’articolo 6 dall’articolo 12 (Capo III). In particolare, la norma che regola la semplificazione delle procedure dinanzi all’ufficiale di stato civile, stabilisce che questi dovrà ricevere da entrambe le parti coinvolte nella fine del matrimonio la dichiarazione di volontà a procedere, al fine di far cessare gli effetti civili dell’unione e ottenerne lo scioglimento secondo condizioni concordate.

La negoziazione assistita può essere dunque ammessa nell’atto di separazione, purché si raggiunga una soluzione consensuale di scioglimento del matrimonio. E’ qui, allora, che l’avvocato della parte è obbligato a trasmettere, entro il termine di dieci giorni, all’ufficiale dello stato civile del  Comune in cui il matrimonio fu iscritto, pena la sanzione amministrativa pecuniaria  da  euro 5.000 a 50.000. 

Vai al testo della riforma della giustizia

 


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