Il Jobs Act passa alla Camera senza voto di fiducia. Ieri sera, Montecitorio ha licenziato il testo sulla riforma del lavoro senza ricorrere al voto di fiducia, con 316 favorevoli e 6 contrari. Non sono comunque mancate importanti defezioni nelle file del Partito democratico.

Lo aveva confermato già in mattinata Pippo Civati, uno dei leader della protesta contro le modifiche all’articolo 18: una trentina di deputati vicini alla, minoranza Pd era pronta a voltare le spalle al premier Matteo Renzi sul jobs Act, nonostante l’accordo strappato in commissione sui licenziamenti.

Così, alla fine, in 29 non hanno votato il Jobs Act di Renzi, 2 si sono astenuti (Gandolfi e Guerini) e altri 2 hanno espresso parere contrario (Civati e Pastorino). Tra i 29 astenuti, figurano Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Stefano Fassina e Francesco Boccia, mentre l’ex premier Enrico Letta non era in aula.


Le novità del disegno di legge

Così come modificato nel passaggio alla Camera il Jobs Act comprende un riferimento chiaro all’articolo 18, diversamente dalla  versione uscita con il voto di fiducia al Senato qualche settimana fa.

La base da cui si innalza il nuovo regolamento sui licenziamenti, è il contratto a tutele crescenti, cui saranno legate le nuove disposizioni sui licenziamenti. In particolare, quelli economici si vedono escludere la possibilità di reintegro, pur introducendo la certezza di un indennizzo economico commisurato all’anzianità di lavoro.

Inalterata la normativa in riferimento ai licenziamenti discriminatori, che prevederanno anche in futuro e per il nuovo contratto a tutele crescenti il diritto al reintegro, mentre sul licenziamento disciplinare si attende il decreto delegato specifico che chiarirà le varie fattispecie ammesse o escluse dal diritto al ritorno sul posto di lavoro, con limiti definiti per impugnare il licenziamento.

Contratti. Obiettivo del Jobs Act, è quello di ridurre le tipologie contrattuali presenti sul mercato, scoraggiando l’applicazione di rapporti a tempo determinato e in particolare puntando all’estinzione dei cocopro. In proposito, un emendamento ad hoc introdotto alla Camera chiarisce che questa forma di regolarizzazione rimarrà valida fino a esaurimento.

Ammortizzatori. Oltre all’unificazione di Aspi e mini Aspi, il disegno di legge stanzia 400 milioni al miliardo e mezzo già presente in legge di stabilità per gli ammortizzatori sociali. Salta la cassa integrazione nei casi in cui le aziende cessino l’attività.

Demansionamento. Lo Statuto dei lavoratori cambia anche all’articolo 13, quello che tutela la professionalità e gli avanzamenti di carriera del lavoratore. Il nuovo Jobs Act prevede che l’interesse dell’impresa all’utilizzo del personale vada equilibrato al diritto del lavoratore a vedere garantita la sua competenza, specialmente in caso di ristrutturazioni o riorganizzazioni interne.

 

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2 COMMENTI

  1. Siamo in presenza al consuetudinario
    ripristino del solito sporco gioco: “forti con i deboli e deboli con i forti!”
    cosicché si continua ad accanirsi contro il rapporto di lavoro precarizzandolo,
    senza premurarsi di crearne di nuovo. Questo, nonostante l’essere immersi in una
    siffatta crisi permanente e sempre più cocente specialmente per l’Italia nonostante
    i vari diversi nominati colorati (arlecchino) governi che si siano per anni succeduti
    tutto s’incrina e gli indicatori continuano ad aggravarsi. E, questo accade per
    miopia del non saper promuovere Keynesiane soluzioni d’incentivazione alla
    produttività investendo. Invece, si continua ad accanirsi nel voler abbassare
    il costo del lavoro e per renderlo il più elastico flessibile e precario
    possibile quando i nostri stipendi sono già della metà rispetto ai Tedeschi! Ciononostante
    si continua ad accanirsi su questo fronte anziché premurarsi di rendere effettivamente
    più elastico flessibile il “vertice” ovvero, il rapporto fra elettorato attivo
    e passivo – fra cittadino e rappresentanti politici (la vera trave nell’occhio della
    questione! Sempre più invisibile e remota alla casta! Quando per iniziare ad
    effettivamente cambiare le cose servirebbe
    introdurre ad ogni stadio e livello e specialmente nell’elettoral-istituzionale
    “accountability” ovvero responsabile contendibile meritocrazia! Questione indispensabile
    per rendere maggiormente responsabili i nostrani “apparatik” politici e
    burocratici! Invece questi sfrenatamente continuano a gingillarsi perpetuando
    quel solito gioco dell’oca al quale sembrano essere sempre più avvezzi giacché
    la casta
    (ormai istituzionalizzatasi) tende ed intende
    conservare sempre più transitivo (ed incompleto quindi non concorrenziale) il
    sistema elettorale per mantenersi come CASTA sempre più intransitiva nello
    spazio tempo e così perpetuamente scostarsi d’ogni responsabilità autoimmunizandosi
    ed autoassolvendosi d’ogni competenza per non pagarne mai le malefatte, le
    ruberie, le tangenti, le concussione e le collusioni, ecc. Aspetti che in modo
    imperterrito continuano ad aumentare stando alle cronache; quale ulteriore
    dimostrazione che il sistema nel suo complesso fa acqua da tutte le parti perché
    risulta volutamente privo d’ogni argine sia fisico che morale! L’essere
    arrivati prevalentemente per nomina con un siffatto incostituzionale “Porcellum”
    non può che agevolare ed facilitare il confondere l’etica dalla cotica! Cosicché
    l’incompetente continua a far spudoratamente carriera aumentando il reddito, i
    benefit ed i privilegi alla faccia d’ogni crisi economica rispetto ai
    lavoratori ed i pensionati ai quali non viene rinnovato nemmeno il contratto e/o
    “elargito” il minimo vitale per così prostrarli sempre più verso la canna del gas! Tutto questo
    dovrebbe esserci di palese monito per capire che se non si cambia sostanzialmente effettivamente verso, siffatti
    malsani argini infranti della nostra comunità potrebbero nel breve saltare! Per
    l’appunto se
    pesce puzza della testa, ciò dimostra che serve introdurre ovunque sistemica
    accountability iniziando dagli
    ingressi ovvero dalla modalità con la quale si scelgono le rappresentanze. Urge quindi, abbandonare l’obsolescenza e
    muoversi per ammodernare strutturalmente i meccanismi elettorali per renderli più
    elastico flessibili in entrata ed in uscita “ai politici” in modo appropriato
    alle esigenze del nostro tempo quanto col sistema SEMIALTERNO si va proponendo per acquisire un autentico
    CONTENDBILE BIPOLARISMO APERTO e non a BIPARTISMO BLINDATO come si vorrebbe imprigionarci col
    Patto del Nazzareno nell’italiota Italicum! Questo dovrebbe essere un
    sostanziale fronte e non bombardare (per miopia del vedere la pagliuzza altrui) sempre il solito art.
    18 per rendere ancor più flessibile e precario il rapporto coi lavoratori!!!
    Ovviamente per agevolare
    governabilità serve aggiungere maggiore compiutezza sistemica all’insieme
    elettoral-istituzionale per così riprodurre maggior equilibrio, elasticità e flessibilità
    in entrata che in uscita al Parlamento, urge aggiungere il RECALL, il
    Referendum propositivo e quant’altro come di seguito esposto: Introdurre
    l’istituto del “recall” – ostracismo – quale minimale
    esigenza d’equilibrio all’art. 67 – “quel …senza vincolo di mandato”
    per ovviare a quei furtivi cambi di casacca – volta gabbana- denominati
    flip-flop nello slang della politica americana che indica il cambiare
    opinione e partito subito dopo essere stati eletti (per meglio
    avvicinarsi a dove si mestola la sbobba!?) Qualificabili come
    flip-flopper sono i voltagabbana, quelli che passano da un partito
    all’altro, da uno schieramento all’altro. Pertanto il recall sarebbe un
    istituto di tutela come è già presente da un secolo in California ma anche
    in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed
    altri vari paesi latino-americani; Eliminare
    il Quorum ai referendum per sostanzialmente rafforzarli
    rendendoli effettivamente competitivi; Introdurre
    il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo!
    Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche
    aggiungendovi!! Elementare!!!; Acquisire il
    sistema elettorale SEMIALTERNO (vedi*) si basa
    semplicemente su mandate al proporzionale (senza soglia) che verrebbero
    sostituite da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza) in
    caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la
    legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale
    comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Il SEMIALTERNO pertanto
    si configura come un dispositivo elettorale organico per rendere
    l’impianto sin dagli ingressi a bipolarismo contendibile aperto nel suo
    complesso! Inoltre si consiglia d’istituzionalizzare le primarie di collegio secondo il criterio
    aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si
    contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana ed altrove;Aggiungere
    l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale anche per le primarie
    per riscattarci da una siffatta immanente sfacciata ed imperante cooptazione
    per: lobbismo, nepotismo, clientelismo degli apparati partitocratici; Introdurre
    la sfiducia costruttiva;Acquisire
    il Monocameralismo e dimezzandone il numero dei membri alla Camere superare il
    concetto statico delle Assemblee Parlamentari (ed Amministrative) per
    intendere in modo elastico flessibile adattivo, ovvero non riconoscere
    alcuna rappresentatività all’astensione ed al voto nullo, quindi,
    indipendentemente dalla modalità adottate; siano esse al Proporzionale od
    al Maggioritario se i votanti sono stati del 60% o del 44% anche
    l’Assemblea parlamentare (od Amministrativa) dovrà rispecchiarne
    pedissequamente tale percentuale ovvero riprodurre al 60% od al 44% tali
    membri rispetto al loro totale. Per i più pessimisti, visto il trend
    d’astensione in corso, se ne potrebbe fissare un minimale insuperabile,
    esempio al di sotto d’un terzo del totale rispetto ad un suo totale. Quindi,
    nello specifico se l’assemblea fosse nominalmente considerata composta da
    300 membri questi al di là d’ogni minimale ridotta percentuale di votanti
    es. al 27%, questa non potrebbe MAI configurarsi con meno di 100 membri! Estendere
    la Banda larga ed Ultra larga in modo estensivo per iniziare a sburocratizzare
    gli apparati informatizzando in modo pervasivo attingendo all’open
    data, al cloud computing e all’e-government;*
    1) il SEMIALTERNO rappresenta un impianto a
    leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere
    direttamente eletto e, 2)la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata
    elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA (mandata
    elettorale indicizzata sulla rappresentatività), la cui purezza dipende da
    come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione
    maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la
    circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente
    così a mo’ di fattore di soglia; 3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse installo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi,
    ad esempio prima degli attuali cinque anni (come attesta l’art. 60) il
    SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO
    di MAGGIORANZA (ovvero, MAGGIORITARIA che eventualmente si potrebbe ulteriormente
    rafforzare introducendo una soglia es. al 5%!) anche questa MAGGIORITARIA
    – “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente
    ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il
    territorio; 4)Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza”
    per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a
    Premio” in quanto incardinata prevalentemente sull’induzione della
    governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore
    volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare
    la Costituzione durante lo svolgersi di questa legislature; 5)Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”; 6)Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal
    fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità
    maggioritaria a quella proporzionale e quest’ultima viene intesa come
    riferimento di base. Lo stesso automatismo a richiamo alterno non si
    attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale incardinate
    prevalentemente sulla Rappresentatività ovvero, imperniata sull’induzione
    centrifuga! Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un
    governo attivo e si concluderà secondo i suoi canonici 5 anni (o
    diversamente) come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si
    rimette ad una nuova legislatura mandata allo stesso Proporzionale.
    Quindi, teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre
    continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente! Il
    SEMIALTERNO comunque, aumenterebbe ulteriormente
    la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base
    “proporzionale” (centrifugo perché incardinato sulla rappresentatività) si
    manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo – “complementare” del “MAGGIORITARIO (o a
    Premio di Maggioranza) in quanto sostanzialmente rappresenta il secondo complementare
    corno del sistema – mezzo essendo il Proporzionale il suo
    complementare primo-corno di questo più organico e completo
    sistema SEMIALTERNO. Giacché alcun mezzo
    potrebbe mai permettersi di efficacemente funzionare girando su una sola
    dinamica centrifuga o centripeta oppure con diversi modelli a parziale
    modalità per entrambe dette latenti induzioni (come ad esempio i modelli ad
    un 25% di Proporzionale ed un 75% di Maggioritaria vedonsi i superati: Mattarellum,
    ecc. In quanto per concretamente funzionare ogni mezzo dovrebbero presentarsi
    con ben distinte e complete le sue insite potenzialità centripeto –
    centrifughe per dimostrarsi strutturalmente efficiente quanto col SEMIALTERNO s’intende quale modalità
    per incontrovertibilmente incarreggiare il nostro Bel Paese verso un
    futuro migliore sottraente demagogica ipocrisia!

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