Tracciabilità dei rifiuti, torna il caos. Quando sembrava ormai tutto pronto per l’entrata in vigore a pieno regime del Sistri, arriva una nuova proroga a complicare i piani di molti utenti, anche se, forse, la maggior parte degli interessati accoglierà la novità con un moto di sollievo.

Secondo quanto stabilito da un emendamento presentato per modificare il ddl collegato ambientale alla legge di stabilità, infatti, le sanzioni del Sistri, previste a partire dal primo gennaio 2015, slitteranno di altri dodici mesi.

Si tratta di una novità del tutto inaspettata, dopo che, a inizio anno, la stessa misura era stata inserita nel Milleproroghe, che aveva spostato il termine per l’entrata in vigore delle sanzioni relative al sistema di tracciabilità dei rifiuti all’inizio del nuovo anno.


L’emendamento ha ottenuto il via libera dalla Camera dei deputati e attende ora l’ok anche da parte del Senato per la conferma ufficiale del nuovo rinvio sulle sanzioni.

La decisione della maggioranza di proporre questo emendamento è stata accolta con favore dagli industriali, che da mesi cercano di convincere il governo a sostituire il Sistri, mai decollato nelle simpatie degli utenti, con un altro sistema di registrazione dello smaltimento di rifiuti pericolosi.

Molti operatori, infatti, soprattutto gli autotrasporatori, c0me le piccole e medie imprese, hanno incontrato difficoltà con il sistema elettronico di archiviazione, tali da portare il governo a un primo rinvio nello scorso mese di marzo e, ora, a un nuovo slittamento che potrebbe mettere la parola fine all’esistenza travagliata del Sistri.

Ora, non resta che attendere ulteriori sviluppi dal Parlamento. Se l’emendamento sarà approvato definitivamente, allora arriveranno dodici mesi in più per adeguarsi alle nuove disposizioni. Ma è possibile che, qualora questo proposito venga realizzato, si cerchino nel frattempo altre strade per combattere le ecomafie e ottenere un efficace tracciamento dei rifiuti pericolosi.

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