La rivoluzione alla cassa è sempre più vicina. Arrivano nuove, importanti conferme sull’imminente addio agli scontrini e alle ricevute fiscali: questa volta l’appoggio alla riforma radicale nell’ambito dei registratori di cassa arriva direttamente dal vertice dell’Agenzia delle Entrate.

Insomma, le istituzioni si stanno muovendo per avvicinare l’abbandono definitivo dello scontrino, strumento ritenuto ingombrante da molti commercianti, società, studi professionali e così via, che vendono beni, servizi o prestazioni.

Così, accade che anche il numero uno dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, ospite alla Camera dei deputati per illustrare le nuove strategie di lotta all’evasione fiscale, enunci come uno dei capisaldi delle prossime mosse dei guardiani del fisco, proprio un radicale rinnovamento della tracciabilità dei pagamenti.


In epoca di fattura elettronica, che sta diventando uno strumento ormai quotidiano utilizzato dalle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese che realizzano servizi o prestazioni, insomma, si avvicina alla pensione anche il vecchio bigliettino da accompagnare a un prodotto appena acquistato, pena una multa salatissima per il negoziante e, a volte, anche allo stesso cliente.

Nella sua relazione al seminario istituzionale sul contrasto all’evasione fiscale, la Orlandi ha tenuto a precisare che non si tratta di una misura che verrà introdotta a brevissima scadenza, ma più di una prospettiva a cui l’intero sistema legislativo e contabile deve tendere nel prossimo futuro.

Perché l’addio agli scontrini

Il primo sussulto in ottica di un superamento degli scontrini, è arrivato nella nota di aggiornamento del Def 2014, approvata le scorse settimane con maggioranze risicatissime – in particolare al Senato – finalizzata a introdurre le prime misure per la trasmissione telematica dei corrispettivi da parte di commercianti e partite Iva.

Lo scopo, ovviamente, resta quello di ridurre la circolazione del denaro contante, additato come una delle principali cause dell’evasione sugli incassi reali.

Così, l’incontro a Montecitorio ha consentito al direttore dell’Agenzia delle Entrate di tornare sull’argomento, per ribadire la ferma volontà delle istituzioni di arrivare al definitivo addio agli scontrini. Due, a detta della Orlandi, le ragioni principali che spingono a questa storica riforma: meno oneri per le imprese e l’allentamento progressivo dei controlli sul territorio per opera dell’amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza.

Così, il modello di fatturazione digitale già funzionante per la pubblica amministrazione, potrebbe venire esteso anche al settore privato, rendendo o scontrino fiscale un oggetto da museo.


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1 COOMENTO

  1. Ogni giorno di più vengono penalizzati i cittadini onesti.
    Questi SCIENZIATI dell’economia ci hanno ridotto in una
    condizione di schiavitù.
    Paradossalmente la ” Sinistra ” sta liberalizzando in modo selvaggio il mercato.

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