Ormai è questione di giorni, magari di settimane, per la pubblicazione della DSU, dichiarazione sostitutiva unica, attesa entro fine novembre, che farà entrare in vigore dal 2015 la riforma dell’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente. Il Garante della Privacy ha comunicato il via libera ufficiale allo schema messo a punto dal ministero del Lavoro per il documento che, di fatto, sarà la base per il calcolo del nuovo ISEE, in base alla riforma contenuta nell’articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2014.

Il presente articolo è firmato da Barbara Weisz, autrice del volume in corso di pubblicazione per Maggioli Editore: “Guida al nuovo ISEE. Le novità per famiglie, enti pubblici e amministrazioni locali”.

Ora bisogna solo attendere il decreto applicativo del ministero del Lavoro che rappresenta, in pratica, l’ultimo passaggio atteso perché la riforma dell’ISEE entri a regime e che arriverà entro la fine di novembre. E’ stato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a confermare nel luglio scorso, in sede di riunione con gli assessori alle Politiche Sociali delle Regioni e l’ANCI (associazione dei Comuni italiani), che la riforma entrerà effettivamente in vigore dal prossimo 1 gennaio 2015. La riforma ISEE prevede un periodo transitorio di 30 giorni fra l’entrata in vigore del decreto con la nuova DSU e il via libera operativo, quindi il momento in cui effettivamente per le prestazioni sociali per le quali è richiesta bisognerà presentare l’ISEE con le nuove regole.


Ebbene, per rispettare la scadenza del 1 gennaio indicata da Poletti, bisogna che la DSU sia pronta, appunto, e pubblica entro la fine del mese di novembre. Fonti del ministero del Lavoro confermano che i modelli di DSU e le relative istruzioni sono pronti e che il decreto verrà pubblicato nei tempi corrispondenti all’entrata in vigore a inizio 2015.

In teoria, la riforma prevedeva che la DSU dovesse arrivare entro l’inizio di maggio, per l’avvio della riforma nel successivo mese di giungo. Il motivo del ritardo è rappresentato dal fatto che i Comuni e altri enti erogatori delle prestazioni ritenevano troppo stringenti questi tempi, dovendo adeguare tutti i regolamenti di accesso alle prestazioni di competenza (fra l’altro, in un periodo in cui c’erano anche le elezioni amministrative in molti Comuni).

Come è noto l’ISEE è lo strumento attraverso il quale si valuta la situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate. Per misurarlo, si considerano il reddito e il patrimonio, parametrati alla composizione del nucleo familiare. La DSU, ovvero la dichiarazione sostitutiva unica di cui si attende la pubblicazione, è il documento con cui il contribuente dichiara tutte le informazioni utili al calcolo. Uno dei cambiamenti sostanziali della riforma, prevede che mentre prima il calcolo dell’ISEE si basava esclusivamente s quanto dichiarato con la DSU, ora lo spazio dell’autocertificazione è ridotto, nel senso che tutti gli elementi già noti all’amministrazione finanziaria (ad esempio, il reddito), non vengono più dichiarati dal contribuente, ma vengono direttamente rilevati dagli archivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Fra gli elementi più importanti che continueranno ad essere autodichiarati dal contribuente, gli immobili, e la composizione del nucleo familiare. Le regole relative alla nuova DSU sono contenute nell’articolo 10 del decreto Isee.

In estrema sintesi, la Dichiarazione Sostituiva Unica si compone da un modello base, relativo al nucleo familiare e da fogli allegati relativi ai singoli componenti. E’ possibile dover presentare moduli aggiuntivi, per una serie di presentazioni, moduli sostitutivi, nel caso in cui si chieda l’ISEE corrente (un’altra novità della Riforma, che consente di cambiare la dichiarazione in caso di eventi rilevanti che cambiano la situazione economica), e moduli integrativi (in caso di inesattezze o di tempi stretti per la presentazione).

La DSU rappresenta la dichiarazione in base alla quale verrà alla fine calcolato l’ISEE, che sarà rappresentato dall’ISE (indicatore della situazione economica, rappresentato da reddito e patrimonio, valutati in base a regole precise), parametrato a una scala di equivalenza corrispondente alla composizione del nucleo familiare.

Barbara Weisz

 

Guida al nuovo isee

Guida al nuovo isee

Barbara Weisz, 2014, Maggioli Editore

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che valuta la situazione economica dei soggetti richiedenti agevolazioni per ricevere prestazioni sociali o accedere ai servizi di pubblica utilità. Tale strumento è stato oggetto di...




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2 COMMENTI

  1. Salve
    Non viene pubblicata una scala di valori dell’ISEE entro o fuori dei quali si possono o non ottenere benefici.
    saluti Vincenzo

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