Il cammino dello  sblocca Italia è appena arrivato a metà strada, ma è costretto a ripartire in fretta per evitare il pericolo di decadere. Riprende già oggi al Senato l’esame del decreto 133, dopo l’approvazione alla Camera dei giorni scorsi.

Avanti senza respiro con il decreto sblocca Italia, nel momento più caldo dell’anno, con altri provvedimenti come la legge di stabilità e la riforma del lavoro pronti a arrivare in aula: scade già in mattinata il termine per gli emendamenti in Commissione Lavoro e Ambiente, appositamente riunite per l’esame del provvedimento sull’edilizia.

Per accorciare i tempi, il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera, un procedimento che seguirà, molto probabilmente, anche al Senato, con il solo scopo di evitare la scadenza del decreto, fissata per martedì 11.

Insomma, siamo alle battute finali dello sblocca Italia, un decreto molto contestato, che ha subito profonde modifiche nel passaggio alla Camera, concluso dopo settimane di confronto in Commissione con un maxiemendamento presentato dal governo su cui si è votata la fiducia.

Tra le varie novità concernenti l’edilizia che sono state accorpate al decreto, si trovano alcune possibilità di agevolazione fiscale per chi opera nel settore immobiliare, che non riguardano solo i professionisti o le imprese, ma anche i cittadini privati

Il nodo Imu nello sblocca Italia

Con l’avvicinarsi del saldo Imu, previsto per tutti i Comuni italiani, con la Tasi al prossimo 16 dicembre, è interessante notare come il decreto sblocca Italia abbia introdotto alcuni margini di aggiornamento nella determinazione del corretto calcolo Imu.

In proposito, nella nuova versione del decreto 133, ormai prossimo alla conversione in legge, viene concesso ai Comuni il margine di ridurre l’aliquota Imu.

Misura, questa, che si applicherebbe al locatore che definisca con l’affittuario il canone di affitto, scegliendo l’imposta della cedolare secca in proposito. Così, oltre alla tassa riservata, chi sceglierà questo regime potrà usufruire dell’esenzione sull’imposta di registro e di quella di bollo.

Rimane possibile avanzare la richiesta di ridurre il canone, pure se ad avanzarla dovrà essere il proprietario, che dovrà dare apposita motivazione alla scelta.

Vai al testo del decreto sblocca Italia

 


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