Riforma del catasto, anche l’Agenzia delle Entrate si prepara alla rivoluzione che arriverà nei prossimi mesi. Ieri, con la diffusione dei dati sule abitazioni relativi al 2013, l’ente guidato da Rossella Orlandi ha infatti ridefinito alcune delle classificazioni classiche delle abitazioni.

Non ha perso occasione, insomma, l’Agenzia: con, in programma, il resoconto del passati 12 mesi sull’andamento del mercato immobiliare, infatti, non si è perso tempo, decidendo di intervenire a correggere alcune delle categorie di immobili più frequentemente discordanti dalle reali condizioni, in particolare nei vani ubicati nei centri storici.

Si tratta di una prima riscrittura, nell’attesa che arrivino i decreti delegati alla riforma fiscale approvata lo scorso febbraio in Parlamento. A questo proposito, dovrebbe essere finalmente conclusa la scrittura del primo testo sulle commissioni censuarie, che ha visto finalmente convergere le forze politiche dopo una fase di stallo. La pubblicazione è attesa in Gazzetta ufficiale a brevissimo termine.

Quali classificazioni mutano

Oggetto della riforma abbozzata dall’Agenzia delle Entrate gli appartamenti, i caseggiati in centri storici anche di città importanti che, spesso per motivazioni storiche o di convenienza, erano stati iscritti al lotto delle case popolari (A4) o addirittura ultrapopolari (A5).

A ben vedere, però, la situazione era assai diversa. Come hanno certificato le Entrate, infatti, lo stato e il valore di tali immobili è su un piano differente da quello che dovrebbe apparire a norma di legge, e nello specifico: “unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di bassissimo livello, di norma non dotate di servizi igienico- sanitari esclusivi”. Non di rado, infatti, nelle abitazioni in questione si trovano oggetti e proprietà di lusso, di tutt’altro tenore rispetto a quanto stabilito dalla legge.

Così, tantissime residenze prima iscritte alle liste di case popolari, sono passate d’ufficio alle categorie A1, A2 e A3, ossia alle abitazioni definite a norma di catasto civili, signorili o economiche. Anche in virtù di questo passaggio, allora, si è registrato nel 2013 un incremento delle abitazioni censite delle suddette tipologie, così come della fascia A7, ossia i villini. La superficie media registrata è di 116 metri quadrati.

Rendita. Sul fronte della rendita, nell’anno passato l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto un volume di circa 37 miliardi di euro, di cui 16,6 dalle abitazioni, 10,8 dalle strutture di categoria D a destinazione speciale e 6 da negozi, box e posti auto. Seguono condomini e immobili a destinazione particolare.

 

Qui le statistiche catastali 2013


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