C’è chi la bolla come un’uscita fuori luogo, chi esulta per un traguardo di civiltà e, a sorpresa, la Chiesa pare assentire. Il governo avrebbe preparato un disegno di legge per riconoscere non solo le unioni tra omosessuali, ma pure l’adozione in caso uno sia genitore biologico.

Si tratterebbe, secondo le anticipazioni di Francesco Bei su Repubblica, di una proposta che ricalca le Eingetragene Lebensgemeinschaft in vigore in Germania, ossia: non si chiamerà matrimonio e non saranno possibili adozioni di bambini esterni alla coppia.

“L’ho già detto anche ai vescovi – avrebbe rivelato il premier – si mettano l’anima in pace”. E sicuramente, le recenti, misurate aperture sia di papa Francesco che del Sinodo, sembrano aver aperto la strada a un provvedimento che potrebbe introdurre per la prima volta in Italia le unioni omosessuali riconosciute per legge.

E addirittura, anche sul fronte politico non ci sarebbero particolari opposizioni, sia dal fronte berlusconiano – con la compagna del Cavaliere Francesca Pascale da qualche tempo in prima line a difesa dei diritti gay – sia da quello di Ncd. A portare palazzo Chigi e Alfano a miti consigli, sarebbe invece la destinazione di mezzo miliardo in legge di stabilità al quoziente famigliare, uno dei punti fermi della politica dell’attuale ministro dell’interno.

La convinzione comune è che una legge in materia sia urgente, anche a seguito delle frizioni tra sindaci, prefetti e governo come quelle avvenute a Bologna, dove il primo cittadino ha disposto la registrazione dei matrimoni tra persone dello stesso genere celebrati all’estero, salvo poi ricevere gli avvisi del prefetto e dello stesso Alfano sulla mancata presenza di una legge statale sulle trascrizioni.

Le adozioni. Naturalmente, le maggiori riserve, in particolar modo da parte della Chiesa, risiedono sulla questione delle adozioni. La legge in via di presentazione introduce il principio secondo cui se il bambino è figlio naturale di uno dei due coniugi, allora possa essere adottato anche se i due costituiscono una unione omosessuale.

I diritti. Pieno riconoscimento delle tutele di legge a chi stipula un matrimonio, e dunque reversibilità della pensione, diritto alla successione, assistenza negli ospedali e nelle carceri, agevolazioni fiscali e così via.

 


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