Ormai, più nessuno vuole prendersi rischi degni di questo nome. Men che meno, il sistema creditizio, che, legato com’è alle sovvenzioni della Banca centrale europea, sta cercando di limitare al minimo i casi di scoperto, intervenendo sui casi prima che generino delle situazioni irrecuperabili.

Anche a questo proposito, è stata creata la Centrale dei rischi, uno strumento in grado di tenere d’occhio i casi sospetti di insolvenza, per mettere al riparo le entrate bancarie da brutte sorprese. D’altro canto, però, l’iscrizione a un procedimento di vigilanza dell’ente, per i debitori può costituire una macchia indelebile nel curriculum. Discutiamo di questo tema con Marcella Caradonna, Dottore Commercialista, esperta in materia bancaria, mediatore civile, responsabile scientifico e formatore accreditato presso il Ministero della Giustizia, nonché autore del volume Come difendersi dalla centrale rischi nel contenzioso bancario” (Maggioli, 2014)

 

Come difendersi dalla centrale rischi nel  contenzioso  bancario

Come difendersi dalla centrale rischi nel contenzioso bancario

Caradonna Marcella, 2014, Maggioli Editore

L'opera, aggiornata alla recente GIURISPRUDENZA, con schemi, tabelle e modelli vuole essere uno strumento di ausilio per tutti i professionisti che si occupano di contenzioso bancario. Con un taglio operativo e pragmatico si analizzano tutte le tematiche connesse alle comunicazioni effettuate...



 

In questi periodi si sente spesso parlare di segnalazioni in centrale rischi, cosa vuol dire?

In Italia per tutelare la stabilità del sistema creditizio esiste un complesso sistema di rilevazione  dei comportamenti sia dei privati che hanno  fatto ricorso a strumenti di finanziamento al fine di monitorare la capacità di rimborso del cliente di far fronte agli impegni assunti.

Quando non vengono rispettate le scadenze o, ad esempio, si  “sconfina”  con un utilizzo del conto al di fuori del fido, la banca presso cui ciò è avvenuto procede a segnalare tale anomalia nel rapporto.

Essere segnalato in Centrale dei Rischi vuol dire automaticamente essere un “cattivo pagatore”?

No. La segnalazione indica solo che il soggetto ha un debito con un ente creditizio o ha ricevuto una garanzia che supera la soglia di 30.000 euro da un intermediario finanziario che partecipa alla Centrale dei Rischi.   Se il cliente non è più in grado di far fronte ai pagamenti e versa  in stato di insolvenza la posizione viene segnalata “a sofferenza”  con conseguenze gravi anche poiché tutte le banche con cui il cliente ha rapporti  procederanno ad una verifica delle proprie posizioni.

Cattivo pagatore lo si è quando il credito in centrale rischi è inserito fra i crediti in sofferenza

Quindi che conseguenze può generare una rilevazione in centrale rischi di ritardi o mancati pagamenti?

Se l’analisi della centrale rischi evidenzia spesso ritardi o altre irregolarità da parte del cliente questo incide sulla capacità di credito del soggetto poiché evidenzia un incremento di rischio, per l’ente che deve erogare un eventuale credito, che vi è maggiore possibilità che il finanziamento non venga gestito nei tempi e nei modi concordati. Questo può avere come conseguenze nei casi più seri il rifiuto o la revoca del  credito concesso oppure un peggioramento delle condizioni applicate al cliente.

 

 

 


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