Ora davvero non potranno esserci più scuse per la pensione dei Quota 96. Se il prossimo appuntamento a cui affidare le speranze di andare in pensione era assegnato alla legge di stabilità 2015, è arrivata un’importantissima conferma da parte del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.

In un’intervista a Gianni Minoli, apparsa sul Sole 24 Ore, infatti, la responsabile del Miur annuncia, senza mezzi termini, lo stanziamento di un miliardo di euro per la scuola nella prossima finanziaria, che, con ogni probabilità, il governo si appresterà a varare non appena portato a casa il Jobs Act con l’articolo 18 “ritoccato”.

Implicitamente, insomma, il ministro Giannini ha confermato quanto ammesso dal premier Renzi ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa…” lo scorso 28 settembre: è in cantiere una legge di stabilità con investimenti corposi. Addirittura, il premier si era spinto ad azzardare un esborso complessivo di 20 miliardi per le misure contenute nel provvedimento sul bilancio: un portafoglio ben più sostanzioso della precedente, varata dall’agonizzante governo Letta.

Priorità Quota 96

Come sottolineato in più occasioni, per mandare in pensione i quattromila Quota 96 entro lo scorso primo settembre, sarebbero serviti circa 400 milioni di euro, una cifra che ha comunque rischiato di mandare all’aria sia la maggioranza di governo che i programmi di revisione della spesa.

Si ricorderanno, infatti, nelle caldissime giornate di fine luglio, come il commissario alla spending review Carlo Cottarelli fosse arrivato a minacciare le dimissioni in caso di erogazioni extra, non previste nei piani economici. Un intervento, quello sui Quota 96, che venne bloccato addirittura  dalla Ragioneria di Stato in una serie di manovra parlamentari mai del tutto chiarite.

Insomma, tutto rinviato, con buona pace di insegnanti e dipendenti Ata che hanno sperato fino all’ultimo di riottenere il proprio diritto al ritiro dal lavoro secondo quanto stabilito dalla legge in vigore.

Ora, le parole della Giannini non hanno riservato alcuna menzione ai Quota 96, ma, come scritto nell’interrogazione presentata da Laura Puppato e uno stuolo di senatori di vari partiti, il ministro dell’Economia Padoan conosce benissimo l’urgenza della situazione Quota 96. Che, è bene ricordarlo, ormai sono passati a Quota 101 o 102, e alcuni di loro hanno ottenuto l’assegno per sopraggiunti limiti di età.

Il prossimo venerdì 10 ottobre, i Cobas hanno annunciato una mobilitazione nazionale di lavoratori e studenti nell’ambito scolastico, per chiedere un impegno concreto nella legge di stabilità. Non sappiamo se le parole di Stefania Giannini faranno rientrare i propositi di sciopero, ma certamente, chiudere la pratica Quota 96, con un miliardo di fondi a disposizione, è ormai un imperativo a cui il governo non può sottrarsi.

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2 COMMENTI

  1. Caro Virginio sono perfettamente d’accordo con te, in questo paese la priorità va agli appalti, alle collaborazioni, alle consulenze e comunque a tutto ciò che può generare tornaconto per loro e per i loro cortigiani. Gli insegnanti della Quota 96, non contano niente e quindi possono anche morire sul posto di lavoro, che ai nostri governanti non gliene può “fregar de meno”. Renzi e giovane ma ha già imparato molto bene l’arte della politica, dove devi dire il contrario di ciò che pensi, dove la parola data ha lo stesso valore di una scritta sul bagnasciuga della riva del mare, dove devi saper tradire anche i tuoi migliori amici (“compagni” se di sinistra o “amici” se di destra) di partito come ha fatto con assoluta tranquillità Renzi nei confronti di Letta. Ma Renzi si deve ricordare che spesso “chi di spada ferisce di spada perisce.” E questo glielo auguriamo di cuore.

  2. Per quota 96: un’ altra balla della Giannini e di Padoan. Non ci sono soldi per quota 96 perchè la loro situazione non genera mazzette. Meglio mettere soldi sulla manutenzione, luogo deputato per eccellenza a generare mazzette.

    E il venditore di spazzole (con la sua cricca) lo sa benissimo.

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