Può una partita di calcio finire in Parlamento? In Italia, evidentemente, sì. E’ quanto sta accadendo in queste ore, dopo il match infuocato di ieri tra Juventus e Roma, terminato 3 a 2 per i bianconeri in un mare di polemiche per alcune decisioni dell’arbitro Rocchi che hanno favorito i campioni in carica.

Così, il deputato del Pd Marco Miccoli ha pensato di alzare la voce anche nelle istituzioni, forse a ruota delle dichiarazioni del capitano Francesco Totti e dell’allenatore giallorosso Rudi Garcia, che hanno duramente contestato la direzione di Rocchi, per via di due rigori dubbi e un gol in fuorigioco concessi alla Juventus.

Intenzione dell’esponente democratico è di coinvolgere direttamente la Consob, dal momento che entrambe le società coinvolte – Rome  Juventus – sono quotate in Borsa. “Gli incredibili errori arbitrali- scrive in una nota il deputato –  oltre a falsare il campionato e minare la credibilità del paese incidono anche sugli andamenti della quotazioni borsistiche”.

Si tratta di un atto eclatante, che soffia sul fuoco delle polemiche, dopo il match scudetto di ieri sera tra le due più serie pretendenti. Certamente, giocatori e tifosi romanisti hanno lasciato Torino con il sospetto di avere subito un’ingiustizia, ma l’ultimo pensiero sarà andato agli azionisti delle due compagini societarie.

Ora, a difendere interessi e affari dei soci di capitale, ci pensa dunque il deputato Marco Miccoli, che non perde occasione per rimarcare tutto il suo sdegno per gli episodi decisivi della gara, tirando in ballo anche la bassa predisposizione degli investitori stranieri a portare il proprio business nel nostro Paese“la partita di ieri, trasmessa in tutto il mondo, ha dato una pessima immagine del paese. Meritocrazia e qualità vengono messi in secondo piano a favore di decisioni errate. Più che dall’articolo 18, sono sicuro che gli imprenditori stranieri siano messi in fuga soprattutto da questa arbitrarietà e mancanza di certezza nell’applicazione delle regole, assolutamente impensabile in qualsiasi altra parte del mondo civilizzato. A Roma c’è l’americano Pallotta che continua ad investire in Italia. Speriamo che ieri non abbia visto la partita. O, almeno, che l’abbia dimenticata in fretta…”


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