Commissioni tributarie, finalmente le più svelte a smaltire l’arretrato avranno il premio che spetta loro dal ministero dell’Economia. E’ pronto a entrare in vigore il decreto firmato da Pier Carlo Padoan, che impegna la struttura di via XX settembre a riconoscere i tanto attesi bonus ai tribunali più abili a chiudere più in fretta i contenziosi pendenti.

E non è tutto: tra i premi ai tribunali più celeri, verranno rivisti al rialzo anche i compensi dei giudici tributari. Le risorse mese in campo dal Tesoro ammontano a circa 43 milioni di euro, e sono un “tesoretto” accumulato a seguito dell’introduzione del contributo unificato tre anni or sono.

Il provvedimento in arrivo, insomma, tende a impegnare le risorse incassate come incentivo sia ai magistrati tributari che al personale amministrativo: in sostanza, saranno i tribunali più virtuosi a essere premiati con aumenti e benefit.

Il cammino faticoso

E’ tutto scritto nell’articolo 37 del decreto 98/2011, dove venne annunciato l’arrivo del meccanismo premiale nei riguardi delle commissioni che riescano ogni 12 mesi a ridurre del 10% l’ammontare delle cause ancora in corso, con deroga al solo 2011 del 5% per l’entrata in vigore della disposizione.

A ruota, la previsione è stata parzialmente rivisitata dal decreto 16 del 2012, il quale ha previsto che il 50% dei fondi stanziati vada ripartito per l’aumento del compenso ai giudici tributari. Così, tutto si è risolto in un nulla di fatto, al momento che il Cpgt ha sì segnalato le strutture più efficienti, ma dal ministero non è partito nessun “bonifico”.

A nulla, finora, parevano valse le rimostranze sia delle associazioni di magistrati tributari – in particolare Amt – e delle sigle di rappresentanza del personale di servizio, come la Cncpt, che hanno chiesto a gran voce di vedere riconosciuti i bonus promessi.

E invece la lunga odissea sembra vicina al termine: il decreto ministeriale firmato da Padoan ha messo a disposizione quasi 10 milioni per il 2011 e altri 33,6 per il 2012, cifre che, poi, andranno divise in parti uguali tra i tribunali più bravi – includendo con ciò giudici e segreteria – e l’intera categoria dei magistrati tributari.

 

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La delega fiscale ormai approvata mira ad una stabile riorganizzazione delle competenze e delle corrette tecniche di difesa delle parti in giudizio. In questo contesto si inserisce incisivamente la riforma del processo tributario, proposta secondo i criteri che seguono: 1....




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