Il blogger di Leggioggi Gaetano Armao è firmatario di questa proposta di legge per la riorganizzazione della pubblica amministrazione, di cui pubblichiamo il testo in esclusiva.

 

Senato della Repubblica


I COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI

 

INDAGINE CONOSCITIVA PER L’ISTRUTTORIA LEGISLATIVA SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1577 IN MATERIA DI  RIORGANIZZAZIONE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

AUDIZIONE

di Gaetano Armao

 (DEMS Università di Palermo – Universitas mercatorum di Roma – Pres. SiciliaOpenGovernment)

 

Roma, 23 settembre 2014

 

1 CONSIDERAZIONI GENERALI

Il d.d.l. n. 1577 si prefigge di realizzare una (nuova) riorganizzazione della  pubblica amministrazione italiana con l’obiettivo di innovarla – utilizzando le parole della stessa relazione al d.d.l. – “attraverso la riorganizzazione dellamministrazione dello Stato, la riforma della dirigenza, la definizione del perimetro pubblico, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e la semplificazione delle norme e delle procedure amministrative“.

Appare manifesta l’intenzione del legislatore di contenere le duplicazioni e favorire il coordinamento degli interventi nei settori delle semplificazioni amministrative; organizzazione; personale (con l’art. 10, specificamente dedicato alla dirigenza pubblica); semplificazione normativa (e, al suo interno, l’art. 13 in particolare si riferisce al riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), mediante ampio ricorso alla delegazione legislativa [1].

Questa riforma delle p.a. intende quindi (anch’essa) ispirarsi all’incremento dell’efficienza, alla riduzione dei costi, alla semplificazione, in termini non differenti dalle riforme che dagli inizi degli anni ’90 si sono succedute, ottenendo tuttavia risultati inferiori alle aspettative e determinando quello che e’ ormai unA sorta di moto browniano permanente, che si trascina – tra riforme, mezze riforme e contro riforme –  da circa vent’anni.

Non intendo riprendere questioni già ampiamente trattate nelle precedenti audizioni con riguardo al tema dell’impiego pubblico e della dirigenza, della riforma delle amministrazioni pubbliche e delle procedure amministrative (richiamo in questa sede le considerazioni della Prof. Sandulli e del Prof. Cerulli, Irelli).

Come pure le considerazioni svolte in precedenti audizioni che hanno puntato a sottolineare l’esigenza di garantire la legalità sostanziale dell’attività amministrativa, in particolare degli enti locali. Per le autonomie locali, dopo la soppressione dei controlli di legittimità, la riduzione del ruolo prima ed adesso la soppressione della figura dei segretari comunali, si rischia di compromettere l’essenziale profilo della legalità nell’amministrazione


[1] In particolare le deleghe riguardano: le modalità di erogazione dei servizi ai cittadini (articolo 1, entro il quale si colloca altresì la riorganizzazione del Pubblico registro automobilistico e della motorizzazione civile); la disciplina della conferenza di servizi (articolo 2); la segnalazione certificata di inizio attività; silenzio assenso (articolo 4; l’articolo 3 detta alcune disposizioni in materia di silenzio assenso, l’articolo 5 in materia di autotutela amministrativa); la pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni (articolo 6); l’inconferibilità ed incompatibilità di incarichi (ancora l’articolo 6); riorganizzazione degli uffici e delle funzioni, di Presidenza del Consiglio dei ministri, ministeri, agenzie governative nazionali, enti pubblici non economici nazionali (articolo 7, entro il quale si colloca altresì la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nonché della rete organizzativa delle Prefetture);  riforma delle Camere di commercio (articolo 9); la dirigenza pubblica e valutazione dei rendimenti dei pubblici uffici (articolo 10); lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (articolo 12 per alcuni profili generali, e articolo 13); la partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni (articoli 12 e 14); servizi pubblici locali (articoli 12 e 15).

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