Ormai è ufficiale: l’armonizzazione contabile, una riforma di cui si parla da diversi anni, passata attraverso governi, proposte di legge, sperimentazioni e revisioni, sarà realtà in vigore per tutti a partire dal prossimo primo gennaio 2015.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 agosto il maxi decreto legislativo che pone in essere la nuova disciplina di uniformità tra le voci di bilancio degli enti locali, che comporterà la sostituzione di alcuni articoli fondamentali del Testo unico degli enti locali.

Il termine di tempo entro cui le amministrazioni dovranno mettersi in pari con gli adempimenti richiesti è proprio la fine dell’anno: insomma, mentre i Comuni sono impegnatissimi a chiudere i bilanci entro la fine di settembre – secondo la nuova scadenza a seguito dell’ultima proroga – dovranno anche preoccuparsi del nuovo regime che debutterà nel 2015.

Dovrebbero essere già partiti, negli enti coinvolti, i team di studio, tra addetti, dirigenti dei servizi contabili e segretari comunali, che dovranno mettere a punto la nuova impalcatura dei bilanci amministrativi.

Come si diceva, quella dell’amministrazione contabile è una vicenda che parte da lontano, addirittura dal 2015, dunque, quasi tre anni fa. Il fine è quello di rendere più uniformi le voci dei bilanci, per renderli più integrati e, insieme, paragonabili, riducendo, così, al limite eventuali sprechi.

Gli ultimi dubbi

A questo proposito, vengono richiesti all’organo revisore ad hoc pareri specifici sull’accertamento straordinario e ordinario dei residui, così come sulla costituzione di eventuali fondi di rischio.

Nella parte che va a modificare il Tuel, si segnalano comunque discrepanze ancora da chiarire, come quanto stabilito dall’articolo 230 sulle funzioni dell’organo di revisione, e la disciplina del decreto legislativo 118/2011.

Tra i principi dell’armonizzazione, poi, si trova l’obbligo di mantenere la riduzione di spesa almeno alla metà del taglio riservato al fondo di solidarietà: insomma, un taglio che andrà giustificato nel momento del bilancio definitivo 2014. Non dovrebbe, dunque, essere consentito ricorrere all’avanzo amministrativo, così come effettuare interventi urgenti sulle entrate tributarie.

 

 


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